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Neuroscienze

Chiusi in casa? I consigli per single e per coppie da Silvia Vegetti Finzi

pubblicato il 03-04-2020

Soli o in famiglia, come reagire all’isolamento: i consigli (e l’esperienza) di una psicologa come Silvia Vegetti Finzi

Chiusi in casa? I consigli per single e per coppie da Silvia Vegetti Finzi

La professoressa Silvia Vegetti Finzi si disvela subito: «Come stanno i single, chi vive da solo, in questo periodo di reclusione obbligata? Eccomi qua: vivo da sola, ho 82 anni e sto benissimo. Ho scoperto la solidarietà di condominio. Ho ricevuto giorni fa un risottino delizioso, oggi risponderò con una ricetta al radicchio rosso, poi mangeremo tutti insieme (no, ciascuno nel suo appartamento!) con una candela rossa accesa sul davanzale. E’ un tenersi compagnia». Una regola per tutti? «Bisogna distinguere l’isolamento che è costrizione generale dalla solitudine che è chiusura personale. E tra ansia e paura».

VESTIRSI OGNI GIORNO COME PER USCIRE

Silvia Vegetti Finzi è psicologa clinica, già docente universitaria a Pavia, oltre che scrittrice di magnifici libri sulla famiglia, in particolare. Forte della sua specializzazione e, pure, della sua esperienza consiglia ai soli in casa: «Non state in pigiama tutto il tempo, ma vestitevi, pettinatevi, per le donne anche il trucco, come se doveste uscire. E così sarete pronti ad aprire la porta se qualcuno suona. Per consegnare un pacco, per un regalino dagli altri piani. per un semplice saluto. Io ho un vicino che adesso mi porta sempre il giornale».

SI ALLA PAURA, NO ALL’ANSIA

E poi? «E poi ci sono i libri, che compagnia!, e la musica. Non c’è bisogno di rinchiudersi a rimuginare sui tempi difficili…». Lei prima distingueva tra ansia e paura. Qual è la differenza? «Psicologicamente si distingue: l’ansia è per un nemico invisibile, che può essere dentro o fuori di sé, che si amplifica, ma che non serve a niente. La paura è per qualcosa di definito. No all’”ansia di fuga” come la chiamano gli psicoanalisti, sì alla paura che spinge ad ubbidire ai decreti del governo, a stare alle regole, e così abbassa l’ansia». Significa dirsi che non tutto è pericoloso, che si può conviverci? «Appunto. La paura è sacrosanta, limita e dà i contorni al pericolo, l’ansia invece paralizza», risponde Silvia Vegetti Finzi.

A CIASCUNO UN SUO SPAZIO IN CASA

Consigli e condizioni delle famiglie in questa forzata compresenza continua? «Purtroppo statistiche giunte da Wuhan parlano di un aumento dei divorzi dopo il loro periodo di isolamento», risponde la psicologa. Per smontare le tensioni in famiglia, che certo ci saranno più del solito, un primo consiglio è questo: organizzare bene lo spazio in casa, assegnando a ciascuno una stanza, uno studio, un angolo. Poi scrivere i turni per portar giù la pattumiera, per portare fuori il cane, o altre incombenze. Così come non si deve litigare per la tv, anche per questo bisogna creare precedenze. «Nelle tensioni è più facile che sarà lei, la moglie, a mediare. L’uomo si chiude in questi frangenti. Insomma, saranno le donne le grandi registe di questi tempi reclusi», conclude la professoressa Sivia Vegetti Finzi. 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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