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Pediatria

Cyberbullismo: l'aiuto viene dal web

pubblicato il 12-06-2013
aggiornato il 12-01-2017

Chi è vittima si sente isolato e impotente. Nascono i nuovi servizi social di Telefono Azzurro per intercettare il disagio

Cyberbullismo: l'aiuto viene dal web

Chi è vittima si sente isolato e impotente. Nascono i nuovi servizi social di Telefono Azzurro per intercettare il disagio 

«Carolina era forte, non avrei mai immaginato che la sua vita finisse così». Sono queste le parole dell’ex fidanzato di Carolina Picchio, la quattordicenne che decise, nel gennaio scorso, di togliersi la vita lanciandosi dal balcone di casa. Una decisione drammatica forse frutto della vergogna dopo alcuni video apparsi su Facebook. Una ragazza vittima del cyberbullismo, un fenomeno in rapida crescita dove neppure le mura di casa ti possono mettere al riparo. Per la vittima tutto sembra insormontabile e la solitudine, nonostante le centinaia di “amicizie” social, la fa da padrone. Ecco perché è anche nel web che le vittime devono poter trovare un luogo dove poter essere aiutate ad uscire da questo circolo vizioso. Una realtà che si occupa proprio di questo è Telefono azzurro, l’associazione in difesa dei bambini che in questi giorni celebra 26 anni d’esistenza dando vita ad un’offerta più ampia di aiuto adeguata ai nuovi fenomeni sociali.

CAMBIA IL MEZZO- Come dichiara il professor Ernesto Caffo, Neuropsichiatra infantile dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro ONLUS, «Il tempo che i nostri ragazzi passano al computer sta aumentando sensibilmente. Cambiano i modi di comunicare, di relazionarsi e socializzare. Un mondo dove gli adulti sono spesso distanti, se non addirittura esclusi. Intercettarli, comprenderli, ascoltarli per poterli difendere da abusi e maltrattamenti diventa una sfida  complessa».

CYBERBULLISMO- In particolare si intensifica la lotta contro il cyberbullismo, ovvero l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone, è purtroppo una realtà ben consolidata: recenti indagini mostrano come nel 2011 un adolescente su 5 abbia trovato o ricevuto online informazioni false che lo riguardavano e nel 2012 quasi un adolescente su 4. Non solo, sempre nel 2012, un adolescente su 5 ha trovato online proprie foto imbarazzanti senza averne precedentemente autorizzato la pubblicazione. Una situazione nella quale chi è colpito esce a pezzi. «La vita delle vittime –continua Caffo- diventa un inferno: un malessere che porta ansia, bassa concentrazione e un basso rendimento scolastico, e può sfociare in comportamenti più gravi come depressione e tentativi di suicidio».

UN AIUTO- Minacce da intercettare il prima possibile proprio nei luoghi virtuali dove iniziano. «Negli ultimi anni Telefono Azzurro si è trasformato, facendosi sempre più “tecnologico”, adattando i suoi strumenti e le sue attività a questi cambiamenti. Oggi siamo più uno Smartphone che un Telefono. Diamo ascolto ai ragazzi e loro familiari che telefonano ma anche a quelli che chattano con noi sul nostro sito o tramite una applicazione sviluppata con Facebook» conclude Caffo.

per informazioni: www.azzurro.it

Daniele Banfi 

@danielebanfi83


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