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Milleproroghe, sperimentazione animale e bugie Lav

Sulle novità inserite nel provvedimento del governo, si sono lette più informazioni false di quelle vere. Non ci sono alternative per studiare gli effetti delle dipendenze da fumo, alcol e droghe. E gli xenotrapianti sono inevitabili per la ricerca preclinica in ambito oncologico. Ma la stampa italiana s'è «dimenticata» di dare voce agli scienziati

Milleproroghe, sperimentazione animale e bugie Lav

«C'è gente che non sa rinunciare alla propria battuta», risponde il senatore Pat Geary a Michael Corleone in una delle prime scene del capolavoro di Coppola «Il Padrino - Parte II». Beh, va detto che aveva ragione, eccome. Ricapitoliamo.

 

Nel 2010, l’Unione Europea emana una direttiva sulla protezione degli animali per fini scientifici, con il duplice obiettivo di aggiornare le disposizioni riguardo all’uso di animali da sperimentazionee di omogeneizzarle tra i vari Paesi membri. Agli inizi del 2014, con appena quattro comodi anni di italianissimo ritardo, il Governo Letta recepisce la direttiva in forma di decreto legislativo. Il problema è che questo decreto si rivela essere più restrittivo della direttiva europea e, per questo, inapplicabile - oltre che sanzionabile - dalla stessa Unione.

 

Delle differenze tra direttiva e decreto legislativo ne avevamo parlato qui, mentre qui illustravamo le conseguenze in cui incappiamo a causa di queste differenze. Se scorrete il testo del decreto legislativo 5 comma 2 lettere d) ed e), leggerete che «non possono essere autorizzate le procedure per le ricerche sugli xenotrapianti di cui all’articolo 3 comma 1 lettera q) e per le ricerche sulle sostanze d’abuso». Questo è uno dei punti che il Governo ha introdotto su pressione dei gruppi estremisti anti-sperimentazione e ci ha causato e ci causa tuttora una gran quantità di problemi (e multe) con l’Unione europea.

 

Tuttavia, nelle disposizioni transitorie e finali contenute nell’articolo 42 del decreto legislativo, è stabilito che queste proibizioni entreranno in vigore a partire dal primo gennaio 2017. Questo significa che la ricerca italiana ha avuto quattro anni per proseguire ricerche su sostanze d’abuso come fumo, droga e alcool e su ricerca preclinica oncologica mediante l’uso di xenotrapianti.

 

La data fatidica alla fine è giunta e la Lega Anti Vivisezione (Lav) e compagnia cantante non aspettavano altro, per stappare lo spumante di fronte all’ennesimo cumulo di terra versato sulla tomba del progresso scientifico italiano. Purtroppo (per loro) però, nel decreto milleproroghe che, al momento in cui questo post viene scritto è ormai in fase finale di approvazione, è contenuto l’emendamento «Di Biasi, Cattaneo e altri» che prolunga questo permesso, seppure solo per altri tre anni, invece dei cinque come inizialmente previsto.

 

Si è quindi assistito alla solita lambada di propaganda e disinformazione a cui la Lav ci ha abituato da anni. Il puntuale comunicato emesso dalla stessa associazione, il cui link non verrà postato qui per non aumentarne il numero di visite, riporta che «il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una legge del 2014 firmata da lei stessa come ministro. In Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente».

 

Rileggendo più volte il testo, viene fuori che, su un comunicato di 113 parole, 57 riportano bugie. Cinquantasette su 113, ovvero il cinquanta per cento. La metà di questo comunicato è falso. Vediamo perché:

  • «sofferenze e uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti». No, sul serio, ma qualcuno, alla Lav, lo ha mai letto un protocollo sottoposto al vaglio del Comitato Etico? Sì, le droghe vengono iniettate anche per via intraperitoneale (“nell’addome”) o intracerebrale. Escludiamo dunque queste parole dal conteggio. Ma le piastre ustionanti? Ma davvero chi scrive è convinto che esistano strumenti del genere in laboratorio? 

  • «basandosi solo su un parere di parte». Prima di decidere, la Commissione Affari Costituzionali si è riferita all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna per «fornire  consulenza  sulla  pertinenza normativa e sull'idoneità degli approcci alternativi proposti per gli studi di convalida» (articolo 37, comma 2). In altre parole, si tratta di un’istituzione pubblica che ha come obiettivo la promozione di metodi che non usano animali da sperimentazione. Quindi sì, l’istituzione è di parte; peccato però che sia dalla «loro» In assenza di metodi sostitutivi validi, ha quindi dovuto prendere la decisione più corretta e obiettiva: consigliare alla Commissione di votare a favore della proroga. La sostanza dei fatti è che la Lav si aspettava una istituzione pubblica che avrebbe ciecamente abbracciato le sue motivazioni. Ma quando questa istituzione «ha fatto la cattiva» e si è rivelata molto più seria di quanto la stessa Lav potesse aspettarsi, l’hanno accusata di essere partitaria. Questa bugia del «parere di parte» è così contorta che dovrebbe valere doppio.
     

  • «contraddicendo una Legge del 2014». Ma non è assolutamente vero. Evidentemente, nel leggere il decreto legislativo, quelli della Lav non sono arrivati fino in fondo. Dopo aver letto il comma 1 dell'art. 42, in cui si specifica che queste procedure scadono nel 2016, chiaramente presi da incontenibile euforia, hanno dimenticato di leggere anche il comma 2. Peccato, perché questo comma specifica che, se l’istituto designato come centro di referenza (lo stesso di prima) verifica entro il 30 giugno 2016 che non ci sono metodi alternativi validi (e no, non ce ne sono), il Ministero può decidere di non attuare il comma 1. Eh già. Quindi non c’è nessuna contraddizione. Solo bugie. 


  • «pochi e superati sperimentatori di Università». Non si tratta né di pochi né di superati. Chiunque lavori nel campo delle dipendenze, da droghe, alcol, fumo o qualsiasi altra sostanza d’abuso, sa che l’unico modo per studiarle è fare sperimentazione sugli animali. Studiare le dipendenze non significa stabilire se droga, fumo e alcool fanno male. Questo lo sappiamo già. Il problema vero è che le dipendenze sono un processo complesso, costituito da un intricatissimo sistema di processi neurobiologici, vie neuronali, recettori e neurotrasmissori: districare questa rete aiuterebbe a capire come trattare meglio i pazienti affetti da dipendenze da sostanze d'abuso e, magari, anche da altri tipi di dipendenze (cibo, gioco, sesso, ...). Consiglio la lettura di un'ottima review di Wendy Linch, al riguardo. È in inglese e po' datata, ma i suoi contenuti sono tuttora validi. Riguardo agli xenotrapianti, c'è poco da dire: non si tratta solo della base della ricerca pre-clinica in campo oncologico, bensì di uno strumento vitale per studiare i rigetti, le nuove forme di trapianto e via dicendo. Il link alla pagina di Wikipedia serve a dare una prima idea generale a chi disconosce completamente il tema, mentre consiglio la lettura della review di John Tentler per capire l'enorme impatto che l'uso di xenotrapianti ha avuto sullo sviluppo delle nostre conoscenze di diversi tipi di cancro. 


  • «Sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo». Qui c'è il bonus «due al prezzo di uno». Capisco la necessità di essere brevi nei comunicati, ma, per una volta, qualcuno si degna di illuminarci con esempi pratici riguardo a questi metodi alternativi? Per caso qualcuno è a conoscenza di un metodo valido e validato per appurare l'origine delle dipendenze da fumo, alcol e droghe senza usare animali? È forse possibile riuscire a capire, senza utilizzare animali, che ci sono i recettori cannabinoidi dietro i deficit cognitivi che si rivelano durante le astinenze da nicotina? E, sempre senza animali, si sarebbe mai potuto scoprire che sono i recettori µ-oppioidi a guidare i processi di motivazione verso il consumo di eroina? E ovviamente non poteva mancare l'evergreen dell'«erba del vicino è sempre più verde»: i metodi alternativi già praticati in altri Paesi del mondo. Quali metodi? In quali Paesi? Con quali risultati? Si potrebbe avere qualche dettaglio, per favore?


Come se non bastasse, il comunicato della Lav si conclude con l’elenco dei nomi dei parlamentari che hanno votato a favore, «affinché se ne prendano pubblicamente il demerito». In questo modo, i parlamentari vengono quindi gettati nel tritacarne degli insulti virtuali. Nessuno vieta alla Lav di pubblicare i nomi dei votanti a favore di un emendamento che essa non condivide, ma solo io ci vedo un intento denigratorio e persecutorio? Ricorda molto i volantini con nomi, cognomi e foto dei ricercatori appesi qualche anno fa in giro per Milano.


Ora, chi non ha saputo rinunciare alla propria battuta è pronto a prendersi il demerito di cotanta ignoranza?

 

@f_mannara 



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