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Neuroscienze

L’allattamento al seno favorisce lo sviluppo cognitivo anche in adolescenza?

Uno studio pubblicato su Pediatric Research suggerisce benefici duraturi sul cervello e sulle capacità cognitive. Il commento della Società Italiana di Pediatria (SIP)

L’allattamento al seno è da tempo associato a numerosi benefici per la salute del bambino, inclusi effetti positivi sul neurosviluppo nei primi anni di vita. Meno chiaro, però, se questi vantaggi possano protrarsi anche oltre l’infanzia, fino alla preadolescenza e all’adolescenza, fasi cruciali per la maturazione del cervello. A cercare di rispondere a questa domanda è uno studio pubblicato sulla rivista Pediatric Research, che ha analizzato la relazione tra durata dell’allattamento al seno, struttura cerebrale e funzioni cognitive in oltre 5.000 bambini seguiti nel tempo.

LO STUDIO

I ricercatori hanno utilizzato i dati dell’Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD) Study®, uno dei più ampi studi longitudinali sullo sviluppo cerebrale infantile e adolescenziale. Sono stati coinvolti 5.098 bambini di età compresa tra 9 e 10 anni, rivalutati dopo due anni con un follow-up che ha incluso 3.810 partecipanti.

I bambini sono stati suddivisi in quattro gruppi in base alla durata dell’allattamento:

  • mai allattati al seno (15,8%)
  • allattati da 1 a 6 mesi (34,6%)
  • da 7 a 12 mesi (26,4%)
  • oltre 12 mesi (23,1%)

Attraverso la risonanza magnetica cerebrale (MRI), i ricercatori hanno valutato diversi parametri legati alla maturazione del cervello, tra cui spessore corticale, superficie della corteccia cerebrale e mielinizzazione. Parallelamente sono state analizzate le cosiddette funzioni cognitive “fluide”, cioè le capacità di ragionamento, apprendimento e problem solving in situazioni nuove.

COSA È EMERSO

Dallo studio emerge una correlazione positiva tra durata dell’allattamento e diversi indicatori di sviluppo cerebrale.

In particolare, i bambini allattati più a lungo mostravano:

  • maggiore spessore corticale in 31 regioni cerebrali;
  • maggiore superficie corticale in 45 regioni;
  • una più elevata presenza di mielina in alcune aree del cervello;
  • migliori prestazioni cognitive.

Secondo gli autori, queste caratteristiche sono considerate segnali di una maggiore maturazione cerebrale e di una migliore integrità neuronale. Un dato interessante è che l’effetto sulle capacità cognitive è risultato “dose-dipendente”: all’aumentare della durata dell’allattamento aumentavano anche i punteggi nei test cognitivi.

Gli studiosi ipotizzano che il ruolo del latte materno possa dipendere dalla presenza di componenti biologicamente attivi, come acidi grassi, colina e fattori di crescita, coinvolti nei processi di sinaptogenesi e mielinizzazione.

IL COMMENTO DELLA SIP

Secondo il dottor Guglielmo Salvatori, in rappresentanza del Tavolo tecnico allattamento della Società Italiana di Pediatria (SIP), lo studio aggiunge nuovi elementi a quanto già noto in letteratura.

«Come già indicato in precedenti studi, l’allattamento al seno si associa a migliori outcome cognitivi, ma finora non erano chiari né i meccanismi neurobiologici coinvolti né la possibile persistenza del beneficio oltre il periodo infantile», sottolinea la SIP.

Gli esperti evidenziano che il lavoro mostra un’associazione tra maggiore durata dell’allattamento e differenze positive nella morfologia cerebrale anche in età preadolescenziale. In particolare, l’aumento di spessore e superficie corticale osservato nei bambini allattati più a lungo potrebbe riflettere uno sviluppo cerebrale più maturo. La SIP invita tuttavia alla cautela nell’interpretazione dei risultati. Si tratta infatti di uno studio osservazionale, che non consente di dimostrare un rapporto diretto di causa-effetto. Fattori genetici, ambientali e socioeconomici potrebbero infatti influenzare sia la durata dell’allattamento sia lo sviluppo cognitivo del bambino. Un ulteriore limite riguarda la disponibilità incompleta di dati sull’esclusività dell’allattamento al seno.

UN POSSIBILE EFFETTO A LUNGO TERMINE

Nonostante i limiti, i risultati rafforzano l’ipotesi che l’allattamento al seno, soprattutto se prolungato, possa avere effetti duraturi sullo sviluppo dell’encefalo e sulle capacità cognitive anche molti anni dopo la nascita. Un aspetto particolarmente interessante perché la preadolescenza rappresenta una fase delicata dello sviluppo neurologico, caratterizzata da profondi cambiamenti cerebrali e da una maggiore vulnerabilità sul piano della salute mentale. Comprendere meglio i fattori precoci che influenzano lo sviluppo cerebrale potrebbe avere importanti ricadute anche in termini di prevenzione e salute pubblica.

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