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Neuroscienze

Se l’antidepressivo all’inizio fa star peggio

Alcuni farmaci possono dare un effetto paradosso i primi tempi e i pazienti vanno preavvertiti. Una ricerca tedesca ora spiega il perché: si liberano serotonina e acido glutammico che hanno tempi d’azione diversi

Può succedere che un antidepressivo, che poi si rivelerà efficace nel risollevare l’umore, nei primi giorni crei l’effetto contrario: un peggioramento dei sintomi. Quest’esito paradossale riguarda gli inibitori della ricaptazione della serotonina, i farmaci più largamente prescritti, ed è un fenomeno noto da tempo, ma gli studiosi solo adesso sembrano averne trovato la spiegazione (se non la soluzione, per ora).

 

A DUE VELOCITA’

La ricerca, pubblicata su Trends in Cognitive Sciences, è firmata dal tedesco Adrian Fischer della Università di Magdeburgo e punta il dito sul fatto che l’attivazione dei neuroni serotoninergici, oltre a liberare serotonina, libera anche un altro neurotrasmettitore, l’acido glutammico. La somministrazione acuta di SSRI potenzia la trasmissione serotoninergica, ma non quella glutamatergica che anzi viene ridotta attraverso un meccanismo che progressivamente viene desensibilizzato con il proseguire del trattamento. «Mentre la componente serotoninergica viene subito amplificata dalla somministrazione dell’antidepressivo, l’acido glutammico, invece, inizialmente è fortemente soppresso e si normalizza dopo diversi giorni di trattamento», ha spiegato il professor Fischer, facendo notare che alcuni sintomi depressivi possono sparire prima di altri e altri possono invece riacutizzarsi in quanto la serotonina ha più a che fare con i sentimenti di demotivazione mentre la componente glutamatergica è più correlata al piacere e all’apprendimento.

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