Negli ultimi decenni, i progressi nella diagnosi e nelle terapie hanno permesso di arrivare all'età adulta a un numero sempre più alto di bambini e ragazzi con un tumore cerebrale. Una conquista importante, che ha però aperto un nuovo capitolo della medicina: occuparsi non soltanto della guarigione dal tumore, ma anche della salute negli anni che seguono.
Tra le conseguenze che possono comparire dopo le cure ci sono alcune alterazioni endocrine, legate alla capacità dell'ipofisi di produrre gli ormoni necessari all'organismo. Una delle più frequenti riguarda l'ormone della crescita, o GH. Un problema che può manifestarsi durante l'infanzia ma che, in molti casi, non scompare una volta raggiunta la statura definitiva.
A ricordare l'importanza di continuare a monitorarlo anche nel passaggio all'età adulta è un nuovo studio pubblicato su Endocrine Practice, che ha seguito 91 giovani sopravvissuti a un tumore cerebrale diagnosticato nell'infanzia, tutti con un deficit dell'ormone della crescita sviluppato in età pediatrica. Al momento della valutazione avevano un'età mediana di circa 21 anni e, nel 78% dei casi, il deficit di GH era ancora presente.
PERCHÉ PUÒ MANCARE L'ORMONE DELLA CRESCITA?
L'ormone della crescita viene prodotto dall'ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello e regolata dall'ipotalamo. Proprio la posizione di queste strutture aiuta a capire perché alcuni bambini trattati per un tumore cerebrale possano sviluppare un deficit ormonale.
A interferire con il funzionamento dell'asse ipotalamo-ipofisario possono essere il tumore stesso, soprattutto quando interessa determinate aree cerebrali, ma anche alcuni trattamenti necessari per curarlo. Nel nuovo studio, per esempio, quasi nove partecipanti su dieci avevano ricevuto radioterapia e una percentuale analoga era stata sottoposta a chirurgia.
Il deficit dell'ormone della crescita è considerato una delle conseguenze endocrine più precoci e frequenti nei sopravvissuti a tumori cerebrali pediatrici. Ma non è l'unica: possono essere coinvolti anche altri ormoni prodotti o regolati dall'ipofisi. Nel nuovo studio, quasi la metà dei giovani adulti presentava almeno due deficit ormonali ipofisari.
IL GH NON SERVE SOLTANTO PER CRESCERE
Ormone della crescita: il nome può trarre in inganno. Se durante l'infanzia è essenziale per raggiungere una normale statura, una volta diventati adulti il suo compito non finisce. Il GH continua infatti a partecipare alla regolazione della composizione corporea, del metabolismo, della salute cardiovascolare e dell'osso.
Per questo, una volta conclusa la crescita, è importante verificare se un deficit diagnosticato durante l'infanzia sia ancora presente e valutare con lo specialista l'eventuale prosecuzione della terapia sostitutiva, che nell'adulto può avere effetti anche sulla composizione corporea, sul metabolismo e sulla salute dell'osso.
CHE COSA HANNO TROVATO NEI GIOVANI ADULTI
Ed è proprio guardando oltre la crescita in altezza che emergono alcuni dei risultati più interessanti del nuovo studio. Nonostante la giovane età dei partecipanti, circa il 59% presentava almeno un'alterazione del profilo lipidico e quasi il 29% era in sovrappeso o aveva obesità. Il 10% aveva valori di emoglobina glicata compatibili con prediabete e circa il 6% con diabete. Tra coloro per i quali erano disponibili dati sulla densità minerale ossea, inoltre, più della metà presentava osteopenia e circa il 15% osteoporosi.
Un altro dato aiuta a mettere questi risultati in prospettiva: nel gruppo studiato, valori elevati di colesterolo LDL erano circa 1,6 volte più frequenti rispetto a quelli osservati nella popolazione generale di giovani adulti.
Questi numeri non significano, però, che sia il deficit dell'ormone della crescita a provocare direttamente tutte queste alterazioni. La storia di questi pazienti è complessa e può risentire di numerosi fattori: sede e caratteristiche del tumore, radioterapia, chirurgia, eventuale interessamento dell'ipotalamo, altri deficit ormonali e aumento di peso.
NON TUTTI HANNO LO STESSO RISCHIO
Lo studio offre un'indicazione interessante anche in questa direzione. I giovani che durante l'infanzia avevano avuto un tumore nella regione vicina all'ipofisi e all'ipotalamo, detta soprasellare, presentavano un profilo metabolico meno favorevole rispetto a chi aveva avuto tumori localizzati altrove.
In particolare, più della metà era in sovrappeso o aveva obesità, rispetto a circa il 18% dei partecipanti con tumori in altre sedi, e presentava anche valori di emoglobina glicata più elevati.
È un risultato che rafforza l'idea che il follow-up debba essere costruito sulla storia del singolo paziente, considerando non soltanto il tipo di tumore, ma anche la sua localizzazione e i trattamenti ricevuti.
DALLA PEDIATRIA ALL'ETÀ ADULTA
Che cosa succede allora quando un bambino trattato per un tumore cerebrale termina la crescita? Il deficit di GH diagnosticato durante l'infanzia deve essere rivalutato perché non necessariamente continua anche nell'età adulta.
Quando invece viene confermato, il monitoraggio non riguarda soltanto l'ormone della crescita: peso, pressione arteriosa, metabolismo degli zuccheri e dei grassi, salute dell'osso e funzionamento degli altri assi ormonali diventano parte del follow-up endocrinologico.
È qui che assume particolare importanza la transizione dalle cure pediatriche a quelle dell'adulto: evitare interruzioni nel follow-up permette di riconoscere precocemente eventuali alterazioni e intervenire quando necessario, invece di aspettare che producano conseguenze cliniche.
IL TRATTAMENTO CON GH DOPO UN TUMORE
Un dubbio può sorgere spontaneamente: somministrare ormone della crescita a una persona precedentemente trattata per un tumore è sicuro? È una questione studiata a lungo.
Le evidenze disponibili non indicano un aumento del rischio di recidiva del tumore primario legato alla terapia con GH. Per quanto riguarda invece le seconde neoplasie, l'eventuale contributo del trattamento appare limitato rispetto a fattori come il tipo di tumore e le terapie oncologiche ricevute.
Nei sopravvissuti con deficit confermato, quindi, il trattamento sostitutivo può essere preso in considerazione dopo un intervallo appropriato dalla conclusione delle terapie oncologiche e nell'ambito di una valutazione specialistica.
GUARIRE SIGNIFICA CONTINUARE A PRENDERSI CURA DELLA SALUTE
Il messaggio dello studio non è che chi ha avuto un tumore cerebrale da bambino sia destinato a sviluppare problemi metabolici o endocrini. La guarigione oncologica rende però necessario guardare anche alla salute negli anni successivi.
Riconoscere un deficit ormonale, rivalutarlo alla fine della crescita e continuare a monitorare nel tempo metabolismo, salute cardiovascolare e ossea significa accompagnare questi ragazzi verso l'età adulta con un follow-up costruito sulle loro specifiche esigenze.


