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Oncologia

Vampate da terapia endocrina: ridurle è possibile

Agendo sui centri che regolano la temperatura a livello cerebrale, elinzanetant si è dimostrato utile nel ridurre frequenza e intensità delle vampate. Gli aggiornamenti dal congresso ESMO

Ridurre le vampate di calore dovute alla terapia endocrina dopo un tumore al seno è possibile. Anche se esistono già diverse molecole in grado di attenuare questi sintomi, recentemente è stato sviluppato un nuovo farmaco, elinzanetant, capace di agire direttamente sui meccanismi cerebrali che regolano la temperatura corporea. I risultati positivi ottenuti negli studi clinici, culminati con la pubblicazione dei dati sul New England Journal of Medicine, hanno portato all'approvazione del farmaco da parte dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). La disponibilità in Italia è attesa a breve.

Al congresso dell'European Society for Medical Oncology (ESMO) di Madrid sono stati presentati ulteriori dati che confermano l'efficacia di elinzanetant nel ridurre frequenza e intensità delle vampate. Un risultato importante se si considera che gli effetti collaterali della terapia endocrina possono compromettere la qualità della vita e rappresentare una delle ragioni per cui alcune donne non seguono regolarmente il trattamento, fondamentale per ridurre il rischio di recidiva.

PERCHÉ LA TERAPIA ENDOCRINA PROVOCA LE VAMPATE?

Oltre il 70% dei tumori al seno esprime recettori per gli ormoni. In questi casi gli estrogeni possono favorire la crescita delle cellule tumorali. Per questo motivo, dopo l'intervento chirurgico, molte donne devono assumere una terapia endocrina, generalmente per un periodo compreso tra 5 e 10 anni, con l'obiettivo di ridurre il rischio che la malattia si ripresenti.

Farmaci come il tamoxifene e gli inibitori dell'aromatasi, talvolta associati alla soppressione della funzione ovarica, agiscono interferendo con la produzione o l'azione degli estrogeni. Si tratta di terapie molto efficaci, ma che possono provocare sintomi simili a quelli della menopausa, anche nelle donne più giovani.

Tra i disturbi più comuni ci sono le vampate di calore, caratterizzate da un'improvvisa sensazione di calore intenso, soprattutto al viso, al collo e al torace. Possono comparire più volte durante il giorno oppure di notte, accompagnandosi a sudorazioni che interrompono il sonno.

«Sono tutti eventi avversi che, se diventano particolarmente intensi e frequenti, possono compromettere la qualità di vita. Il problema, però, non riguarda soltanto il benessere quotidiano. Quando le vampate sono particolarmente frequenti e difficili da sopportare, alcune pazienti possono arrivare a ridurre, interrompere temporaneamente o abbandonare la terapia endocrina. Un comportamento che può compromettere l'efficacia di un trattamento la cui continuità è essenziale per ridurre il rischio di recidiva. Riuscire a controllare meglio questi sintomi è dunque importante anche per aiutare le donne a proseguire le cure prescritte» spiega Nicla La Verde, direttrice della Struttura Complessa di Oncologia presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano.

COME FUNZIONA ELINZANETANT?

Per controllare le vampate sono già disponibili diversi trattamenti non ormonali, tra cui alcuni antidepressivi e farmaci utilizzati anche per altre condizioni. Queste opzioni possono essere utili ma non sempre garantiscono un controllo soddisfacente dei sintomi.

Elinzanetant agisce invece direttamente su uno dei meccanismi coinvolti nell'origine delle vampate. Il farmaco blocca due recettori cerebrali, chiamati NK-1 e NK-3, coinvolti nella regolazione della temperatura corporea e del sonno. Quando l'attività degli estrogeni diminuisce, come accade durante la menopausa o in seguito alle terapie endocrine, i circuiti dell'ipotalamo che controllano la temperatura diventano più sensibili. Anche piccole variazioni della temperatura corporea possono così provocare un'improvvisa sensazione di calore e sudorazione.

«La terapia orale agisce bloccando l'attività di alcuni recettori, a livello del cervello, coinvolti nella regolazione della temperatura corporea e del sonno. Senza ricorrere all'utilizzo di ormoni può quindi aiutare l'organismo femminile a controllare le vampate di calore e le sudorazioni diurne e notturne» spiega Matteo Lambertini, professore associato dell'Università di Genova e direttore dell'Oncologia Medica dell'Ospedale Galliera di Genova.

Proprio l'assenza di un'azione ormonale rende il trattamento particolarmente interessante per le donne con tumore al seno ormonosensibile, nelle quali l'utilizzo di estrogeni per controllare i sintomi della menopausa è generalmente controindicato.

I RISULTATI DELLO STUDIO PUBBLICATO SUL NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE

Le principali prove di efficacia arrivano dallo studio OASIS-4, una sperimentazione di fase III pubblicata nel giugno 2025 sul New England Journal of Medicine. La ricerca ha coinvolto 474 donne, tra i 18 e i 70 anni, che assumevano una terapia endocrina per un tumore al seno positivo ai recettori ormonali o per prevenirne l'insorgenza in presenza di un rischio elevato. Tutte presentavano vampate moderate o severe, con almeno 35 episodi alla settimana.

Le partecipanti sono state divise in due gruppi: 316 hanno ricevuto elinzanetant, mentre 158 hanno assunto un placebo per le prime 12 settimane. Successivamente anche queste ultime hanno iniziato il trattamento con il farmaco. L'obiettivo principale era verificare quanto si riducesse il numero medio di vampate giornaliere dopo quattro e dodici settimane.

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa degli episodi già dopo il primo mese. All'inizio dello studio le partecipanti avevano in media circa 11 vampate al giorno. Dopo quattro settimane, nelle donne trattate con elinzanetant gli episodi erano diminuiti mediamente di 6,5 al giorno, contro una riduzione di 3 episodi nel gruppo placebo. In termini assoluti, il vantaggio rispetto al placebo era quindi di circa 3,5 vampate in meno ogni giorno.

Il beneficio si è mantenuto anche dopo dodici settimane. Nel gruppo elinzanetant la diminuzione media è stata di 7,8 episodi quotidiani, contro 4,2 nel gruppo placebo. La differenza tra i due gruppi è risultata statisticamente significativa.

Non soltanto. Le donne trattate con elinzanetant hanno riportato anche una riduzione dell'intensità delle vampate e un miglioramento dei disturbi del sonno. I benefici sono stati osservati durante tutto il periodo di trattamento, fino a 52 settimane, anche se il confronto diretto con placebo si è concluso dopo le prime dodici.

COSA AGGIUNGONO I DATI PRESENTATI A ESMO?

Al congresso ESMO di Madrid è stata presentata una nuova analisi dello studio OASIS-4, coordinata da Matteo Lambertini. Questa volta i ricercatori hanno voluto verificare se l'efficacia del farmaco dipendesse dalla durata della terapia endocrina già assunta dalle pazienti.

I risultati hanno indicato che elinzanetant riduce frequenza e intensità delle vampate indipendentemente da quanto tempo la donna stia seguendo la terapia ormonale. Un dato rilevante, perché i sintomi vasomotori possono comparire o persistere anche dopo diversi anni dall'inizio del trattamento.

«In questa analisi post hoc l'effetto benefico risulta presente indipendentemente dal periodo di tempo di somministrazione della terapia endocrina», spiega Lambertini. Si tratta dunque di un'ulteriore conferma dell'efficacia del farmaco, che si aggiunge ai risultati già pubblicati.

QUANDO SARÀ DISPONIBILE IN ITALIA

Elinzanetant ha ottenuto l'autorizzazione europea all'immissione in commercio nel novembre 2025. L'indicazione comprende il trattamento delle vampate moderate o severe associate alla menopausa e di quelle provocate dalla terapia endocrina adiuvante per il tumore al seno.

In Italia il farmaco ha già avviato il percorso regolatorio con l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). La procedura per la definizione del prezzo e della rimborsabilità è in fase avanzata e la disponibilità del medicinale nel nostro Paese è attesa a breve. Le condizioni definitive di accesso attraverso il Servizio sanitario nazionale saranno stabilite alla conclusione dell'iter.

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