I bambini, lo abbiamo imparato in questi due anni e mezzo di pandemia, sono meno soggetti a sviluppare forme gravi di Covid-19. Il segreto è nel loro sistema immunitario. C'è un però: a differenza degli adulti generano una risposta a cellule T meno duratura. Questo significa un rischio maggiore di reinfezione sul lungo periodo. Ecco perché pensare che l'infezione per via naturale sia sufficiente a creare uno scudo non è corretto. Ciò che è in grado di generare una risposta migliore è il vaccino. Sottoporsi anche se si è contratta in passato l'infezione migliora ulteriormente le nostre difese. Ad affermarlo è uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Immunity.
COME FUNZIONA LA RISPOSTA IMMUNITARIA?
Quando il nostro corpo viene in contatto con un agente esterno dannoso come Sars-Cov-2 produce una reazione immunitaria composta da due fasi: quella aspecifica -presente già alla nascita e non dipendente da incontri pregressi- e quella specifica, diretta in maniera precisa contro quel determinato agente esterno. Quest'ultima è essenzialmente mediata da due tipi di cellule: i linfociti B e i linfociti T. I primi sono i responsabili della produzione di anticorpi, i secondi della risposta cellulare al virus, ovvero il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule infettate dal virus.







