Internet può essere una droga, qualcosa cui si ricorre in modo compulsivo, e questa dipendenza può innalzare il rischio di suicidio o di comportamenti e idee suicidarie. Oltretutto, più negli adolescenti che negli adulti. «E questo, abbiamo constatato, avviene anche in assenza di depressione», scrive lo psichiatra Yu-Shian Cheng dell’Ospedale per disturbi mentali di Kaohsiung (Taiwan), in una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Psychiatry. Mentre il disturbo di dipendenza da internet non figura nell’ultima edizione del Dsm, il manuale diagnostico internazionale per la psichiatria, è crescente l’attenzione degli specialisti per le conseguenze del disturbo da gioco sul web. E questo sì, compare sul Dsm ma come raccomandazione di studiarlo e approfondirlo.
INDAGATI QUASI 300 MILA
Per misurare la forza dell’associazione tra ideazioni e comportamenti suicidari e la dipendenza da internet, gli scienziati di Taiwan hanno compiuto sistematiche revisioni e meta-analisi di indagini precedenti, arrivando a esaminare un totale di 270.596 pazienti. E rilevando che la dipendenza è maggiore e più rischiosa quando matura nei confronti dei giochi accessibili attraverso la rete. Aperta resta la domanda: che cosa spinge verso il suicidio, o anche solo il programmarlo, se non è la depressione? Parola a Edoardo Cozzolino, direttore dell'unità operativa complessa sulle dipendenze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. «Vero è che non esiste un riconoscimento ufficiale dell’uso patologico di Internet, ma intanto anche noi ci sentiamo di dire che ci sono pazienti che vivono un discontrollo, un’impulsività irrefrenabile nei confronti di Internet. Non va però confusa la causa con l’effetto. La meta-analisi constata che c’è un rischio aumentato di suicidio nella mania per il web. Ma non sarà, per caso, che i giovani con propensioni suicidarie si aggrappano alla rete come se fosse un’ancora?».







