Duemila studenti coinvolti, decine di scuole, un unico obiettivo: portare la prevenzione tra i banchi in modo concreto, coinvolgente e accessibile. Con Foodland, il progetto educativo dedicato ad alimentazione, movimento e sostenibilità, Fondazione Umberto Veronesi ETS ha attraversato Roma trasformando le classi in spazi di scoperta, gioco e consapevolezza.
Un risultato significativo, reso possibile grazie al prezioso sostegno di Fondazione Roma, che ha scelto di investire in un percorso capace di parlare davvero alle nuove generazioni, accompagnandole verso una maggiore attenzione alla salute e agli stili di vita.
Dai quartieri più centrali a quelli più periferici, Foodland ha coinvolto scuole primarie e secondarie di primo grado in tutta la città: dalla “Raffaello Sanzio” alla “Teodoro Mommsen”, dalla “Margherita Hack” alla “Lewis Carroll”, fino al “Principe di Piemonte” e alla “Giuseppe Moscati”. Accanto a queste, hanno partecipato numerosi altri istituti, tra cui la “Giovan Battista Valente”, la “Giosuè Carducci”, la “Walt Disney”, la “Parco di Veio”, la “Ferrante Aporti”, la “Rosario Livatino”, la “Gianni Rodari” e la “Giovanni Falcone”, insieme a realtà come “Nostra Signora di Lourdes”, “Podere Rosa”, “Regina Angelorum”, l’Istituto “Massimiliano Massimo”, la “Clementina Perone”, la “Tino Buazzelli” e la “Lupo Alberto”. Un coinvolgimento ampio e trasversale, che restituisce l’immagine di una città attenta e pronta ad accogliere modelli educativi innovativi.
Il cuore del progetto è un approccio che unisce narrazione, gioco e sperimentazione. In classe, gli studenti diventano protagonisti: scelgono, discutono, collaborano. Non assistono, partecipano. Ed è proprio questa dimensione attiva a fare la differenza.
I dati raccolti al termine delle attività lo confermano con chiarezza. I docenti restituiscono un giudizio molto positivo, evidenziando la qualità dei contenuti e la chiarezza della proposta, insieme a un alto livello di interazione in classe. Quasi tutti dichiarano l’intenzione di proseguire il percorso, portando avanti le attività anche oltre il laboratorio.
Anche gli studenti rispondono con entusiasmo. Le attività vengono percepite come accessibili e stimolanti, il gioco e il lavoro di gruppo risultano centrali nell’esperienza e la maggior parte esprime il desiderio di continuare, esplorando le altre sezioni della piattaforma.
Ma il dato più rilevante riguarda ciò che resta. Secondo i docenti, gli studenti hanno interiorizzato messaggi chiave legati all’importanza di un’alimentazione equilibrata, al rapporto tra cibo e benessere e alla necessità di compiere scelte consapevoli. Parole come “alimentazione”, “sana” e “importanza” ricorrono con frequenza nelle risposte, segno di un apprendimento chiaro e condiviso. Un apprendimento che passa anche dalle emozioni: curiosità, divertimento e partecipazione accompagnano l’esperienza e ne rafforzano l’impatto.
A sostenere questo percorso contribuisce anche la piattaforma digitale, percepita come intuitiva e facilmente integrabile nella didattica. Molti insegnanti hanno già scelto di continuare a utilizzarla in autonomia, estendendo l’esperienza nel tempo.
L’esperienza romana conferma così la forza di Foodland: un progetto capace di coniugare rigore scientifico e linguaggi contemporanei, entrando nelle scuole con strumenti efficaci e vicini ai ragazzi. Un passo concreto verso una cultura della prevenzione che parte dai più giovani e si costruisce, giorno dopo giorno, attraverso conoscenza e consapevolezza.

