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Piattaforma di ricerca sui tumori pediatrici

Ogni anno, nel mondo si ammalano di tumore circa 250.000 bambini.
In Italia sono circa 1.400 le diagnosi all’anno di tumore nei bambini (0-14 anni) e circa 800 le diagnosi all’anno di tumore fra gli adolescenti (15-19 anni). I tumori maligni in età pediatrica sono un evento relativamente raro, ma che ha un grande impatto sui pazienti e le loro famiglie. L’80% dei tumori infantili guarisce (con percentuali che arrivano al 90% nel caso di leucemie e linfomi), tuttavia le neoplasie rappresentano ancora la prima causa di morte per malattia nei bambini e nel 90% dei casi hanno cause ignote.

Per questo, Fondazione Veronesi da sempre è impegnata a sostenere concretamente la ricerca scientifica per migliorare le cure a disposizione, concentrandosi su diversi tumori infantili come le leucemie (Palm Research Project) e il neuroblastoma ad alto rischio.

Progetto sulla leucemia mieloide acuta (LMA)

La LMA rappresenta il 20% dei casi di leucemia acuta: ogni anno si registrano circa 70 nuovi casi. Oggi le forme di LMA recidive o refrattarie non hanno trattamenti efficaci, e la probabilità di sopravvivenza in questi casi è solo del 30%. È quindi necessario e urgente mettere a punto nuove opzioni terapeutiche.

Una possibilità terapeutica innovativa è l’immunoterapia con cellule immunitarie modificate, in particolare le cosiddette CAR-NK: queste cellule (Natural Killer) vengono prelevate dal paziente e viene aggiunto un recettore (chiamato CAR) capace di legarsi alle cellule tumorali. Questa tecnica si è rivelata di straordinaria efficacia per altri tipi di leucemia. Inoltre, i pazienti con LMA vengono “classificati” in base alla presenza di specifiche alterazioni molecolari, che sono predittive di buona o cattiva prognosi. Questa pratica è già consolidata, ma potrebbe migliorata impiegando strumenti più sofisticati come il sequenziamento di nuova generazione (next generation sequencing, NGS) e l’analisi su singole cellule (single cell analysis).

Per tutti questi motivi è nato PALM (Pediatric Acute Leukemia of Myeloid Origin) Research Project®, che ha tre obiettivi:

  • costruire una rete italiana e internazionale, che mira ad attivare dei trial clinici basati sull’uso di cellule CAR-NK nei pazienti pediatrici con LMA recidiva o refratt aria alle terapie.
  • identificare le alterazioni molecolari prognostiche per tutti i casi di LMA pediatrica diagnosticati in Italia, impiegando un approccio basato sul sequenziamento di nuova generazione.
  • studiare i meccanismi responsabili dello sviluppo di resistenza ai trattamenti e recidiva di malattia, grazie all’impiego di analisi su singola cellula.

Lo scopo finale di PALM Research Project è migliorare sempre più la diagnosi e la cura della leucemia mieloide acuta che colpisce i bambini.

Istituti coinvolti

Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma (centro coordinatore)

Clinica di Oncoematologia Pediatrica Azienda Ospedale, Università di Padova

Istituto Europeo di Oncologia, Milano

Durata

5 anni

Progetto sul neuroblastoma ad alto rischio (HR)

Il neuroblastoma (NB) è il tumore solido extracranico più comune dell’infanzia e rappresenta circa l'8-10% di tutte le neoplasie pediatriche.
Purtroppo, circa la metà dei bambini colpiti da neuroblastoma riceve una diagnosi di neuroblastoma ad alto rischio (HR). In questi casi, nonostante i trattamenti intensivi, la probabilità che la malattia si ripresenti o diventi resistente alle cure è ancora molto elevata, intorno al 50%. Il nuovo progetto finanziato da Fondazione Veronesi è incentrato su uno studio clinico multicentrico, europeo coordinato dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma, che ha l’obiettivo di valutare nei bambini con neuroblastoma HR l’efficacia di una nuova terapia basata sull’utilizzo di cellule CAR-T, ingegnerizzate per riconoscere e attaccare in modo mirato la molecola GD2, presente sulle cellule tumorali.

Più nel dettaglio, lo studio si propone di valutare l’efficacia delle cellule GD2 CAR-T in pazienti la cui malattia si è dimostrata resistente o è ricomparsa dopo le terapie standard di prima linea.
L’efficacia delle cellule GD2 CAR-T è già stata testata in uno studio iniziale che ha mostrato risultati promettenti con un tasso di risposta del 77% e un profilo di tossicità gestibile, senza evidenza finora di effetti collaterali a lungo termine.
Se i risultati positivi già osservati presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma verranno confermati, il passo successivo sarà quello di rendere la terapia con cellule GD2 CAR-T disponibile a un numero sempre maggiore di bambini in Europa.

Istituti coinvolti

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS Roma

Institut Gustave Roussy Villejuif

Great Ormond Street Hospital for Children Londra

Vall d’Hebron University Hospital Barcellona

Charité – Universitätsmedizin Berlin Berlino

St. Anna Children’s Cancer Research Institute Vienna

Durata

4 anni

fonti

Zachary Graff et al. Navigating Treatment Options and Communication in Relapsed Pediatric AML. Am Soc Clin Oncol Educ Book 44, e438690(2024).

DOI:10.1200/EDBK_438690

 

Le parole del Professor Franco Locatelli

Professore Ordinario di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore

Responsabile dell’Area di Oncoematologia Pediatrica e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma