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I pesticidi nel cibo e nell’ambiente mettono a rischio la salute?

Pesticidi e rischi per la salute

I pesticidi rappresentano una componente ampiamente utilizzata dell’agricoltura moderna e il loro impiego continua a essere oggetto di acceso dibattito tra tecnici e gente comune per quanto riguarda il potenziale impatto negativo sulla salute. I dati attualmente disponibili, così come i pareri delle diverse autorità regolatorie, non sono sempre concordi, ma crescono le prove a sostegno di un'associazione tra esposizione a pesticidi e sviluppo di diverse patologie, inclusi i tumori.


  • I pesticidi sono ampiamente utilizzati in agricoltura a livello globale per proteggere le colture da microrganismi nocivi ed erbe infestanti.
  • Possono diffondersi nell’ambiente e rimanere sotto forma di residui anche sul cibo che portiamo in tavola.
  • Gli studi disponibili suggeriscono che l’esposizione attraverso il cibo sia trascurabile e non rappresenti un reale pericolo per la salute per la popolazione generale, ma rimane tuttavia aperto il dibattito sugli effetti di esposizioni croniche a basse dosi e alle miscele di pesticidi.
  • Tra i rischi per la salute associati all’esposizione a pesticidi è incluso anche quello di sviluppare tumori, attraverso diversi meccanismi molecolari come l’aumento dello stress ossidativo.
  • Il glifosato, in commercio ormai da mezzo secolo, è uno dei pesticidi più utilizzati e uno studio recente ne ha messo in luce la carcinogenicità in modelli animali.
  • L’approvazione e l’uso dei pesticidi è regolato e controllato da diversi enti a livello nazionale e internazionale.

Molto diffusi e sotto stretto controllo

Sono almeno 140 i paesi a livello globale nei quali pesticidi, come per esempio il glifosato, vengono ampiamente e regolarmente utilizzati per migliorare la resa dei raccolti agricoli, eliminando parassiti o erbe infestanti. A seconda della loro principale attività, i pesticidi possono essere suddivisi in erbicidi, insetticidi e fungicidi e trovano impiego anche in giardini privati o infrastrutture oltre che in agricoltura. Per dare un’idea dei volumi di impiego, basti pensare che negli Stati Uniti sono state utilizzate 12 milioni di tonnellate di glifosato nel periodo compreso tra il 1996 e il 2012.

La buona notizia è che queste sostanze, da sole o combinate tra di loro, sono sotto il controllo attento di autorità regolatorie che valutano la loro tossicità prima dell’approvazione e monitorano regolarmente la loro presenza nell’ambiente per verificare il rispetto dei limiti di legge e valutare periodicamente la sicurezza.

Nell'Unione Europea, dove sono in vigore regole estremamente stringenti per l'approvazione e l'uso, ogni sostanza destinata a essere usata come prodotto fitosanitario deve ottenere l’approvazione della Commissione Europea, che avviene solo dopo una valutazione del rischio da parte dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). La valutazione di EFSA include un’analisi dell’impatto diretto e indiretto di queste sostanze sul benessere delle persone, degli animali e dell’ambiente.

Dal punto di vista delle disposizioni:

  • Il regolamento (CE) n. 1107/2009 regola l’autorizzazione e l’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari nell’Unione Europea.
  • Il regolamento (CE) n. 396/2005 fissa i Limiti Massimi di Residui (LMR), ovvero i limiti di legge per i residui di antiparassitari negli alimenti e nei mangimi, oltre a dare indicazioni sui controlli ufficiali. Ogni anno vengono in effetti analizzati migliaia di campioni per essere certi che non siano superati questi LMR.

Il complesso legame tra pesticidi e cancro

Studiare il legame tra pesticidi e cancro non è affatto semplice: queste sostanze possono essere assorbite attraverso diverse vie (consumo di cibi contaminati, inalazione, contatto diretto con la pelle) e inoltre spesso gli studi si focalizzano su un’unica molecola, quando nella realtà spesso si utilizzano combinazioni di diversi pesticidi in un unico prodotto.

Resta il fatto che per le persone che lavorano nell’industria dei pesticidi o a contatto diretto con queste sostanze, come per esempio in agricoltura, i rischi per la salute aumentano, e in particolare diverse metanalisi hanno osservato incrementi nel rischio di alcuni tumori ematologici, come il linfoma non-Hodgkin, e ci sono evidenze per tumori in altre sedi, ma le prove sono meno consistenti.

Per quanto riguarda la popolazione generale, il rischio sembra molto contenuto, e molti esperti ritengono che sia trascurabile.

Nonostante ciò, un recente studio pubblicato su Nature Health, nel quale gli autori hanno esaminato l’esposizione a miscele di 31 pesticidi comuni, ha mostrato che un'esposizione particolarmente elevata ai pesticidi è associata ad un aumento di rischio oncologico fino al 150%.

Focus sul glifosato

Presente sul mercato USA ormai da oltre 50 anni (dal 1974) e autorizzato ufficialmente nel 2002 anche dall'Unione Europea, il glifosato è un erbicida non selettivo, ovvero che non agisce solo su una specifica pianta ed è il più usato al mondo.

Le stime di alcuni studi di biomonitoraggio parlano di presenza di tracce di glifosato nei fluidi biologici del 60-80% della popolazione generale, ma nonostante questa esposizione di massa, non c’è ancora accordo tra le autorità scientifiche sulla sua associazione con lo sviluppo di tumori.

  • 2015: Sulla base di dati ottenuti soprattutto su modelli animali, nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha inserito questo pesticida e i suoi derivati tra i probabili agenti cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2A).
  • 2022: l’EFSA ha affermato che i dati disponibili non costituivano prove sufficienti per dimostrare un effetto cancerogeno del glifosato e, a seguito di questo parere scientifico, la Commissione europea (CE) ha rinnovato l’autorizzazione del glifosato per altri 10 anni.

Le ricerche però non si fermano e un recente studio coordinato dall’Istituto Ramazzini di Bologna – il Global Glyphosate Study – ha però aggiunto un tassello importante alle conoscenze sul legame tra glifosato e cancro, fornendo nuove evidenze sperimentali a sostegno di un potenziale effetto cancerogeno anche alle concentrazioni considerate “accettabili” a livello europeo (0,5 mg per kg peso corporeo al giorno).  Queste soglie, definite dalle autorità competenti, rappresentano la quantità massima di sostanza che una persona può assumere quotidianamente attraverso gli alimenti o l'acqua, per tutta la vita, senza alcun rischio apprezzabile per la salute.

Lo studio è stato condotto su modelli animali (ratti) che nello studio hanno bevuto acqua con aggiunta di glifosato e ha mostrato un aumento dell’incidenza di tumori benigni e maligni in diversi organi rispetto ai controlli. Tali tumori osservati si possono citare leucemie, tumori della cute, del fegato, della tiroide, del sistema nervoso, delle ovaie, della ghiandola mammaria, delle ghiandole surrenali, dei reni, della vescica urinaria, delle ossa, del pancreas endocrino, dell’utero e della milza.

Questi risultati, pubblicati su Environmental Health, hanno avuto una grande eco tanto che nel dicembre 2025, gli esperti di EFSA e dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) hanno incontrato i rappresentanti dell’Istituto Ramazzini. Le minute e le principali domande e risposte emerse dall’incontro sono disponibili da marzo 2026 sul sito EFSA.

Al riparo dai pesticidi: consigli pratici

Sebbene secondo la maggior parte degli esperti non ci siano particolari rischi legati all’esposizione ai pesticidi ai livelli tipici osservati nella popolazione generale, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a ridurre ulteriormente il contatto con queste sostanze.

  • Puntare anche su prodotti biologici che non utilizzano pesticidi sintetici o su quelli che dichiarano “residuo zero” in etichetta.
  • Lavare con attenzione frutta e verdura. Così facendo è possibile diminuire ulteriormente eventuali residui di pesticidi, ma anche resti di terreno o batteri e altri microrganismi.
  • Seguire sempre le istruzioni d’uso. Nel caso di utilizzo di prodotti pesticidi, in agricoltura ma anche per il giardino di casa, è fondamentale leggere sempre le etichette e seguire con attenzione le istruzioni su come, quando e in quali dosi utilizzare il prodotto. È inoltre importante usare protezioni (guanti, occhiali, ecc) per ridurre il contatto.
fonti

CRUK. Do pesticides cause cancer?

EFSA. In che modo l’Europa garantisce la sicurezza dei pesticidi.

EFSA. Pesticidi.

Honles J, et al. Mapping pesticide mixtures to cancer risk at the country scale with spatial exposomics. Nat Health. 2026;1(5):520-531. doi: 10.1038/s44360-026-00087-0

Cavalier H, et al. Exposures to pesticides and risk of cancer: Evaluation of recent epidemiological evidence in humans and paths forward. Int J Cancer. 2023 Mar 1;152(5):879-912. doi: 10.1002/ijc.34300

EFSA. The 2024 European Union report on pesticide residues in food. EFSA J. 2026 May 5;24(5):e10054. doi: 10.2903/j.efsa.2026.10054

EFSA. Glifosato.

US EPA. Glyphosate.

Panzacchi S, et al. Carcinogenic effects of long-term exposure from prenatal life to glyphosate and glyphosate-based herbicides in Sprague-Dawley rats. Environ Health. 2025 Jun 10;24(1):36. doi: 10.1186/s12940-025-01187-2

Galli FS, et al. Overview of human health effects related to glyphosate exposure. Front Toxicol. 2024 Sep 18;6:1474792. doi: 10.3389/ftox.2024.1474792

Sandoval-Insausti H, et al. Intake of fruits and vegetables by pesticide residue status in relation to cancer risk. Environ Int. 2021 Nov;156:106744. doi: 10.1016/j.envint.2021.106744

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