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Radiazioni a scopo medico: rischi, benefici e dosi di radiografie, TC, PET e mammografia

Radiazioni a scopo medico: equilibrio tra rischi e benefici

Radiografia e TAC (o meglio TC), PET e mammografia  sono esami ben noti in tutte le branche della medicina, e in particolare in oncologia; spesso sono fondamentali per arrivare a una diagnosi precisa. Si tratta però di approcci che – così come le radioterapie utilizzate per trattare alcuni tumori – richiedono l’uso di radiazioni ionizzanti, una tipo di radiazione classificata come “sicuramente cancerogena” (Gruppo 1) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). È quindi sicuro sottoporsi a questi esami?

La risposta breve è che nella quasi totalità dei casi il beneficio che si trae dagli esami o dalle radioterapie supera di gran lunga i (minimi) rischi di sviluppare un tumore. A patto che esami e trattamenti siano effettuati nel modo corretto, da personale esperto e solo quando necessari.

Radiazioni: dove, quando e in quali dosi siamo esposti

Anche se non ce ne rendiamo conto, siamo costantemente esposti a radiazioni naturali che provengono soprattutto dai raggi cosmici dallo spazio e dal radon, un gas naturale radioattivo che si risale dal centro della Terra e si accumula soprattutto nei luoghi chiusi sotterranei (es: cantine e seminterrati).

I livelli di esposizione a questo tipo di radiazione dipendono da molti fattori come luogo di residenza, stagione dell’anno, composizione del terreno, e non sono affatto semplici da misurare. Così come non è semplice misurare il livello di radiazione e di eventuale danno ai tessuti legato a esami o trattamenti medici, dal momento che la maggior parte delle informazioni sul rischio di cancro da radiazioni deriva da studi su persone esposte a dosi molto elevate, come i sopravvissuti alle bombe atomiche in Giappone.

Quali esami utilizzano radiazioni e quanta dose comportano

Quali esami utilizzano radiazioni e quanta dose comportano

Tenendo conto di questa premessa e del fatto che l’esposizione varia a seconda dello strumento, del tipo di test e della parte del corpo sottoposta all’esame, qualche esempio può essere utile per capire meglio:

ESAMEDOSE (milliSievert; mSv) stimata – Adulto medio
Radiografia (RX) al toraceCirca 0,1 mSv
Mammografia0,4 mSv
TC Addome e PelviCirca 10 mSv
TC del toraceCirca 6 mSv
PET/TCCirca 25 mSv (o 23 mSv)

Fonte: American Cancer Society

Per contestualizzare, possiamo ricordare che un volo aereo di circa 10 ore aumenta l’esposizione ai raggi cosmici per circa 0,03 mSv.

Come cambia il rischio di cancro in base all’esame

Gli esperti sono concordi nel sostenere che, in genere, ci può essere un lieve aumento del rischio oncologico legato ai test diagnostici (che dipende anche dalla frequenza e dal tipo di esami svolti), ma i benefici superano di gran lunga i rischi.

  • Mammografia di screening: secondo le stime, i benefici in termini di vite salvate superano i rischi di cancro potenzialmente  indotto dalle radiazioni con un rapporto di circa 150:1 (fino a 300:1). In altre parole, il numero di decessi legati a tumori indotti dalle radiazioni è di circa 150 volte inferiore rispetto al numero di vite salvate grazie allo screening con mammografia.
  • TC: il rischio individuale è molto basso, ma il grande numero di TC eseguite ogni anno lo rende significativo a livello di sanità pubblica. Uno studio statunitense pubblicato nel 2025 mostra che se le attuali pratiche persistessero, il cancro associato alla TC potrebbe rappresentare circa il 5% di tutte le nuove diagnosi annuali negli Stati Uniti. Ciò non toglie che la TC resta un esame insostituibile in molti casi per moltissime patologie, che non potrebbero essere curate o trattate adeguatamente senza questo esame diagnostico.

Altri studi si sono concentrati sul rischio di secondo tumore dopo la radioterapia, che utilizza dosi di radiazioni molti più alte rispetto alla diagnostica. Le tecnologie più recenti permettono di raggiungere livelli di precisione estrema e di colpire quasi esclusivamente le cellule tumorali, ma non è possibile escludere del tutto il danno ad alcune cellule sane che potrebbero poi diventare tumorali. 

In particolare, la radioterapia è stata collegata a un aumento del rischio di:

  • Leucemia e sindrome mielodisplastica (MDS): tendono a svilupparsi entro alcuni anni dall’esposizione, con un rischio che si riduce nel tempo.
  • Tumori solidi (seno, tiroide, polmone): si manifestano in genere 10 o più anni dopo la radioterapia.

Come ridurre il rischio legato alle radiazioni mediche?

La prima regola per ridurre il rischio è sottoporsi all’esame solo quando necessario.

Inoltre, è possibile:

  • valutare insieme al medico se possono essere utilizzate metodiche alternative, che non utilizzano radiazioni ionizzanti (come la risonanza magnetica o l’ecografia).
  • Assicurarsi che vengano sempre utilizzate le protezioni adeguate, per salvaguardare gli organi più sensibili (es. la tiroide, i testicoli e le ovaie) che non devono essere esaminati.

Quando il beneficio supera il rischio

In presenza di necessità diagnostiche, terapeutiche o di screening (ad esempio, la mammografia per le donne sopra una determinata età, secondo le linee guida), sottoporsi a esami che impiegano radiazioni ionizzanti garantisce un beneficio molto superiore all’aumento di rischio (comunque contenuto) oncologico derivante dalle radiazioni stesse. È bene però non eccedere nello svolgere esami non strettamente necessari e attenersi alle indicazioni del medico curante.

fonti

American Cancer Society. Understanding Radiation Risk from Imaging Tests. 2018

American Cancer Society. X-rays, Gamma Rays, and Cancer Risk. 2022

American Cancer Society. X-rays, Gamma Rays, and Cancer Risk. 2020

NIH-NCI. Computed Tomography (CT) Scans and Cancer. 2024

NIH-NCI. Radiation from CT scans and cancer risks. 2025

GOV.UK. Radiation risk with digital mammography in breast screening. 2025

Smith-Bindman R, Chu PW, Azman Firdaus H, et al. Projected Lifetime Cancer Risks From Current Computed Tomography Imaging. JAMA Intern Med. 2025;185(6):710-719.

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