Anche per quest'anno si rinnova l'impegno tra le due realtà. Ce lo spiega il dottor Caltagirone

L'impegno per la ricerca di Fondazione Caltagirone

Si rinnova l'impegno della Fondazione Ginevra Caltagirone Onlus, che sostiene l'attività di ricerca promossa dalla Fondazione Veronesi nel campo dell'oncologia pediatrica. A prosecuzione della borsa di ricerca finanziata nel 2012-2013 daFondazione Caltagirone questo nuovo sostegno, che durerà sino al 2105, vuole essere la prosecuzione dell'attività di ricerca e studio del Dottor Riccardo Masetti e del suo gruppo di lavoro. Il titolo del progetto è "La via di segnalazione di Hedgehog come nuovo target terapeutico nelle leucemie acute mieloidi pediatriche a cariotipo normale" e sarà svolto presso il Policlinico S.Orsola - Malpighi Bologna. Dell'accordo parliamo con il dottor Leonardo Caltagirone (nella foto con la moglie Lorenza):

Come nasce la collaborazione tra la FGC e la FUV?

 La Fondazione Ginevra Caltagirone nasce con l’intento preciso di aiutare i bambini meno fortunati. Nel corso dei primi anni di esercizio ci si è concentrati sulla risoluzione di problematiche immediate che in numerose occasioni hanno portato a donazioni di apparecchiature scientifiche a primari istituti sanitari per l’implementazione di servizi essenziali che in quel momento erano carenti.

Quel che però è sempre stato nelle nostre intenzioni era intervenire nel settore della ricerca scientifica, oggi assolutamente sottovalutato dalle politiche nazionali. E’ proprio in questo campo che l’impegno dei privati può avere i maggiori risultati, proprio perché va a sostenere un settore con un potenziale enorme ma con pochissimi mezzi per poterlo esprimere.

Considerata la complessità del settore della ricerca scientifica e le sue peculiarità abbiamo ritenuto indispensabile cercare un partner affidabile a cui affiancarci per devolvere parte delle nostre risorse al supporto ed al finanziamento di borse di studio, bandi di ricerca e addirittura al finanziamento diretto di ricerche sperimentali nel campo pediatrico e neonatale.

In questo contesto abbiamo ritenuto la Fondazione Veronesi la più affine al nostro modo di vedere la ricerca scientifica e quindi, condividendone a pieno gli obiettivi, abbiamo portato avanti una collaborazione molto proficua che dura ormai da qualche anno.

Perché è stata scelta la Fondazione Veronesi rispetto ad altre organizzazioni No Profit?

Ci sono molti motivi che ci hanno spinto a scegliere la Fondazione Veronesi come nostro partner.

La stessa Fondazione, come è noto, è molto attiva nel settore della ricerca scientifica ormai da molti anni ed è unanimemente riconosciuta come una delle migliori e delle più serie organizzazioni in questo campo. Ha assegnato molte borse di studio ed ha finanziato innumerevoli progetti di ricerca di elevato profilo scientifico che hanno portato ad importanti risultati scientifici.

Inoltre, uno degli obiettivi principali della Fondazione Veronesi è l’utilizzo della comunicazione come elemento cardine della prevenzione. In questo campo la Fondazione Veronesi è assolutamente leader poiché attraverso conferenze, progetti per le scuole, pubblicazioni e campagne di sensibilizzazione sta facendo in modo che i risultati e le scoperte della scienza siano a disposizione di tutti.

Quest’ultimo tema è molto vicino al nostro modo di pensare poiché anche noi siamo convinti che la prevenzione sia l’arma più efficace contro il proliferare delle malattie e che il modo più efficace per sostenerla sia la divulgazione scientifica fatta su larga scala.

Questi sono tutti validi motivi che ci hanno portato a collaborare con la Fondazione Veronesi ma personalmente quello che più di tutti mi ha colpito è la straordinaria umanità e professionalità che ho riscontrato in tutte le persone che ho avuto il piacere di incontrare negli ultimi anni, dai dirigenti ai volontari, tutti sono assolutamente coinvolti nella missione della Fondazione. Questo, più di ogni altra cosa, è la chiave per raggiungere risultati sempre più soddisfacenti.

Cosa valuta maggiormente interessante nel progetto di ricerca del Dott. Masetti?

Ci siamo appassionati da subito al progetto del Dott. Masetti perché affronta una tematica a noi molto cara, ovvero il futuro delle terapie oncologiche pediatriche, in un ambito, quello delle Leucemie Mieloidi Acute, che ancora manca di protocolli mirati per i piccoli pazienti.

La ricerca, nata inizialmente da una borsa di studio da noi finanziata attraverso un bando congiunto con la Fondazione Veronesi, è stata così positiva che ci ha indotti a finanziare anche il successivo progetto in cui il Dott. Masetti ed il suo team lavorano per identificare le cause della malattia ed individuare, quindi, dei farmaci molecolari mirati che siano il meno invasivi possibile sui fisici dei bambini.

In questo progetto ci sono molti temi di rilievo poiché tocca un ambito molto particolare in cui ad oggi è stato fatto molto poco proprio a causa della scarsità di finanziamenti. Le grandi case farmaceutiche investono nella ricerca di farmaci che possano contrastare malattie molto diffuse su popolazioni principalmente adulte e, purtroppo, lasciano scoperte delle aree come questa in cui la malattia è meno diffusa e riguarda dei bambini i cui protocolli di cura sono diversi da quelli degli adulti (e quindi meno diffusi). Proprio per questo ritengo fondamentale la presenza delle Fondazioni private che possano invece intervenire con finanziamenti mirati proprio in queste aree di ricerca.

Il progetto del Dott. Masetti, inoltre è molto interessante perché potrebbe permettere, una volta identificate le cause della malattia e creati i protocolli mirati, di utilizzare farmaci già esistenti per curare i bambini. Questo vuol dire non dover aspettare tempi molto lunghi per poter vedere i risultati della sua ricerca messi in pratica.

Non a caso ad oggi il Dott. Masetti ha avuto innumerevoli riconoscimenti anche a livello internazionale con pubblicazioni varie proprio per rendere pubblici gli straordinari risultati raggiunti.

Come la ricerca scientifica può cambiare il futuro delle persone?

La scienza è sempre stata alla base dell’evoluzione. Da sempre, gli uomini hanno utilizzato le scoperte scientifiche per realizzare progetti sempre più complessi per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. La scienza impregna fortemente la realtà individuale e sociale e le nuove tecnologie condizionano lo sviluppo economico, sociale e culturale delle popolazioni. La scienza è stata il pilastro su cui si è sviluppata la nostra società e continuerà ad esserlo nel futuro influenzando drasticamente la vita delle persone. In questo senso la ricerca scientifica è la chiave di volta, insieme alla comunicazione dei suoi risultati alle masse, di questo processo evolutivo. Naturalmente, come in ogni contesto evoluto e complesso diventa sempre più importante il controllo delle regole etiche entro cui si svolgono questi processi di sviluppo. Da un lato, infatti, la scienza produce benefici sensibili per l’umanità, dall’altra se non viene ben regolamentata può produrre effetti disastrosi. Questo credo sia il tema da affrontare nel prossimo futuro per tenere in equilibrio la nostra più potente spinta evolutiva.

Come la Fondazione Veronesi può dare ancora maggiore sostegno alla Ricerca?

Il problema della ricerca scientifica e della conseguente innovazione tecnologica è che si evolvono molto più velocemente dell’acquisizione delle conoscenze e della cultura popolare, del cambiamento di opinioni, valori e comportamenti. Proprio questa asimmetria tra sviluppo della scienza e acquisizione delle sue potenzialità da parte della gente comune è il tema principale su cui lavorare.

In questo campo, la Fondazione Veronesi, sfruttando la sua grande capacità mediatica è già in prima linea nel diffondere i risultati della ricerca scientifica alla più vasta platea possibile di persone. Per raggiungere, però, quel cambiamento culturale che si richiede si deve lavorare molto sui giovani e sui bambini. Proprio per questo il grande lavoro di comunicazione che la Fondazione sta implementando nelle scuole trova il nostro più totale appoggio.

Io credo che la Fondazione Veronesi abbia toccato anche un altro fattore a mio avviso importantissimo nello sviluppo della ricerca scientifica: l’interazione continua tra scienziati di differenti settori della scienza stessa. Storicamente, infatti, è stata proprio questa interazione tra studiosi di differenti materie, di solito avvenuta nei campus delle grandi università americane, a portare a grandi scoperte, proprio perché a volte le soluzioni sono dove meno ci si aspetta di trovarle.

In questo senso la Fondazione Veronesi sta già facendo molto attraverso il sostegno della Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM), luogo in cui questa interazione già esiste, ma insistere su questa strada e creare o sostenere altre strutture di eccellenza come questa credo che alla lunga potrebbe portare a dei risultati molto positivi.

Progetti rilevanti futuri della Fondazione Ginevra Caltagirone? Progetti invece ancora insieme alla Fondazione Veronesi?

La Fondazione Ginevra Caltagirone è una realtà giovane, rivolta al mondo dell’infanzia, che sta lentamente affacciandosi nel grande settore della beneficienza. In questi anni abbiamo imparato molto sulle problematiche che affliggono i bambini e ci stiamo organizzando in modo sempre più appropriato per affrontare le sfide che quotidianamente incontriamo.

Siamo molto contenti di quello che abbiamo realizzato finora perché abbiamo instaurato collaborazioni con importantissimi enti sanitari quali l’Ospedale Bambino Gesù, il Fatebenefratelli, il Policlinico Umberto I, ecc. che hanno portato al finanziamento di varie apparecchiature mediche le quali hanno contribuito immediatamente al miglioramento del servizio offerto ai piccoli malati dai vari reparti clinici.

Nel prossimo futuro un nostro grande sogno sarebbe riuscire a finanziare parte della ristrutturazione del reparto di Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale del Prof. Moretti nel Policlinico Umberto I. E’ un reparto di eccellenza che merita tutto il nostro sostegno. Purtroppo, come spesso accade in Italia, la burocrazia riesce a bloccare anche donazioni ingenti come quella da noi proposta e quindi ci ritroviamo ormai da oltre due anni a produrre documenti per far sì che ci sia concesso il permesso di fare questa donazione. Sembra incredibile ma tant’è…..

Per quanto riguarda la nostra felice collaborazione con la Fondazione Veronesi, invece, siamo entusiasti dei risultati raggiunti dal Dott. Masetti e saremmo molto felici di continuare a finanziare le sue ricerche anche in futuro. Naturalmente siamo altrettanto disponibili a valutare altre proposte di collaborazione con la Fondazione Veronesi perché siamo convinti che insieme possiamo continuare a fare cose importanti.