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I vantaggi delle vaccinazioni nella terza età

Con l’avanzare dell’età, le infezioni possono avere conseguenze più pesanti. Per questo le vaccinazioni rappresentano uno strumento importante per proteggere salute, autonomia e qualità di vita, con possibili benefici anche per il Servizio sanitario nazionale

Vivere più a lungo non è più un’eccezione demografica, ma una nuova realtà sociale. In questo contesto, i vaccini rappresentano una importante opportunità di prevenzione, non solo in termini di qualità di vita guadagnata, ma anche di costi evitati per il Servizio sanitario nazionale. Il riferimento, in Italia, resta il Piano nazionale di prevenzione vaccinale con il relativo Calendario vaccinale.

In questa prospettiva, l’associazione HappyAgeing, Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, ha prodotto un’analisi tecnico-scientifica dal titolo Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia, elaborata dai professori Caterina Rizzo dell’Università di Pisa e Silvio Tafuri dell’Università di Bari. Il documento è stato presentato alla presenza dei rappresentanti del Ministero della Salute.

I vaccini presi in esame nel documento per la popolazione anziana sono quelli contro pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, virus respiratorio sinciziale (RSV) e Covid-19.

UN DOCUMENTO PER DECISORI E CLINICI

Spiega il professor Silvio Tafuri, ordinario di Igiene generale e applicata: «Il documento è la sintesi delle evidenze disponibili, sia cliniche sia economiche. È uno strumento per i decisori e per i clinici, utile a inquadrare le indicazioni contenute nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale».

Tafuri ricorda anche che, per alcune vaccinazioni destinate alle persone anziane, sono disponibili formulazioni pensate per migliorare la risposta immunitaria. «Alcuni vaccini per gli anziani sono adiuvati, cioè contengono sostanze che aumentano la risposta del sistema immunitario, che con l’età tende a essere meno efficiente. In altri casi si tratta di vaccini ad alto dosaggio, con una maggiore quantità di antigene».

La possibilità di vaccinarsi varia in parte da Regione a Regione: in alcuni territori ci si può rivolgere al medico di medicina generale, in altri alle farmacie o ai centri vaccinali e, in alcuni casi, anche agli ospedali.

MANTENERE L’AUTONOMIA NEGLI ANNI

«Tra i vaccini raccomandati – continua il professor Tafuri – due sono stagionali, quello contro l’influenza e quello contro Covid-19, offerti annualmente in occasione della campagna autunnale».

L’obiettivo della prevenzione, in questo caso, non è soltanto evitare l’infezione, ma soprattutto aiutare la persona anziana a invecchiare in salute, limitando il rischio di complicanze, perdita di autonomia, necessità di cure e ricoveri. Proteggersi dalle infezioni significa anche ridurre il peso assistenziale sulle famiglie e, in prospettiva, alleggerire il carico sul sistema sanitario.

IL SISTEMA IMMUNITARIO SI INDEBOLISCE CON L’ETÀ

La professoressa Caterina Rizzo, ordinaria di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Pisa, spiega: «Con l'avanzare dell'età si verifica un processo di immunosenescenza: il sistema immunitario risponde più lentamente e in modo meno duraturo agli stimoli, sia infettivi sia vaccinali. L'anziano è quindi più esposto alle infezioni e, allo stesso tempo, può essere più difficile da proteggere con i vaccini convenzionali».

Per questo, aggiunge, in alcuni casi sono disponibili vaccini potenziati, come accade per l’influenza. Quanto allo pneumococco, oggi esistono vaccini coniugati che coprono un numero crescente di sierotipi del batterio. La scelta del vaccino e dello schema più adatto dipende però dall’età, dalle condizioni individuali e dalle indicazioni previste dai programmi vaccinali.

HERPES ZOSTER, RICHIAMI E VACCINAZIONI STAGIONALI

Continua la professoressa Rizzo: «Il vaccino contro l’Herpes Zoster o fuoco di Sant’Antonio prevede due dosi ed è raccomandato di norma intorno ai 65 anni, ma può essere indicato anche in persone più giovani a rischio di immunosoppressione, come chi segue terapie oncologiche o reumatologiche».

Per difterite-tetano-pertosse, invece, è previsto un richiamo ogni 10 anni. In autunno torna poi l’appuntamento con i vaccini stagionali contro influenza e Covid-19, le cui indicazioni vengono aggiornate periodicamente dal Ministero della Salute, con particolare attenzione alle persone anziane e a quelle con condizioni che aumentano il rischio di malattia grave.

UNA PREVENZIONE CHE PUÒ AVERE UN RITORNO ANCHE ECONOMICO

È stato anche calcolato quale possa essere il ritorno dell’investimento nei vaccini per gli anziani. Secondo il rapporto dell’Office of Health Economics (2024), i programmi di vaccinazione dell’adulto possono restituire alla società benefici fino a 19 volte il costo iniziale, con un vantaggio netto che può arrivare a 4.637 dollari per ciclo vaccinale completo.

Anche gli studi condotti nel contesto italiano vanno nella stessa direzione. Per lo pneumococco, per esempio, il passaggio al vaccino 20-valente nei 65-74enni è risultato una strategia favorevole, con un risparmio netto per il Servizio sanitario nazionale di circa 7,5 milioni di euro. Per l’influenza, il vaccino adiuvato negli over 60 mostra un costo per anno di vita guadagnato in buona salute di circa 3.575 euro, ben al di sotto della soglia comunemente utilizzata come riferimento, e risulta addirittura fonte di risparmio se si considerano anche i costi indiretti.

LE PRINCIPALI VACCINAZIONI DA CONOSCERE

L’associazione HappyAgeing ha anche elaborato per il pubblico un agile libretto dal titolo Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare, scaricabile dal suo sito, a partire dalla homepage e dalla sezione Vaccini nella silver age. Ecco i principali punti da ricordare.

  • Pneumococco: è un batterio che può causare polmoniti e altre infezioni gravi. In Italia si stimano circa 100.000 casi l’anno, con un impatto rilevante soprattutto tra gli anziani.
  • Herpes Zoster o fuoco di Sant’Antonio: il virus della varicella può riattivarsi dopo molti anni provocando una eruzione cutanea dolorosa, spesso localizzata su torace o viso. In circa un caso su cinque può lasciare un dolore cronico persistente.
  • Influenza: nella stagione 2024-2025 i casi stimati hanno superato i 16 milioni. Nelle persone anziane può complicarsi con polmonite, aggravare malattie croniche come diabete, patologie cardiache o respiratorie, e richiedere il ricovero.
  • Tetano, difterite e pertosse: non sono malattie del passato e non riguardano solo i bambini. Il tetano colpisce oggi soprattutto gli anziani e può insorgere anche dopo una piccola ferita. La difterite, pur non facendo registrare casi in Italia da molti anni, resta presente in altre aree del mondo. La pertosse, infine, è tornata a circolare con forza anche in Europa.
  • Virus respiratorio sinciziale (RSV): per molto tempo è stato considerato soprattutto un problema pediatrico, ma oggi sappiamo che può colpire duramente anche anziani e persone fragili, causando polmoniti e peggiorando malattie cardiache o respiratorie preesistenti.
  • Covid-19: non è più l’emergenza del 2020, ma continua a circolare e può colpire in modo più severo le persone più fragili e in età avanzata. Per questo la vaccinazione continua a rappresentare uno strumento di protezione importante.

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