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Quarta dose: necessaria per anziani e persone fragili

Le tre dosi conferiscono grande protezione ma negli anziani e negli immunocompromessi è possibile ridurre ulteriormente il rischio di ricovero e decesso grazie alla quarta dose. Gli studi su Nature Medicine e New England Journal of Medicine

La quarta dose è fortemente indicata negli anziani e negli individui immunocompromessi. Grazie ad essa è possibile ridurre ulteriormente il rischio di ricovero e decesso per Covid-19. A testimoniarlo sono due studi pubblicati dalle riviste Nature Medicine e New England Journal of Medicine. Somministrabile a partire da 120 giorni dopo il booster, al momento nel nostro Paese l'adesione è scarsa. Al 9 maggio, per le persone immunocompromesse siamo intorno al 9,5% degli aventi diritto mentre per le persone anziane e fragili a poco meno dell’8%.

I VACCINI SALVANO LA VITA

Che i vaccini abbiano contribuito a salvare migliaia di vite da Covid-19 non ci sono dubbi. Secondo l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità "Infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a Covid-19 direttamente evitati dalla vaccinazione", dal 27 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 i vaccini hanno evitato 108mila decessi tra le persone con più di 80 anni, 28.500 tra i 70 e i 79 anni e 10mila tra i 60 e i 69 anni.  Andando ad analizzare in maniera più approfondita i dati, emerge chiaramente che ad oggi la stragrande maggioranza dei decessi si concentra fra i non vaccinati (circa 330 ogni 100mila persone non vaccinate). Fra i vaccinati con tre dosi il valore è estremamente più basso, circa 38 ogni 100mila.

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