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Social e skincare: troppi prodotti possono irritare la pelle

Routine troppo complesse, spesso spinte dai social, possono danneggiare la barriera cutanea. Per una pelle sana bastano pochi gesti: detersione, idratazione e protezione solare

Le routine di skincare promosse sui social sono sempre più complesse. In alcuni casi prevedono dieci o più passaggi, con l’uso combinato di detergenti, sieri, acidi, esfolianti, retinoidi e creme. Ma più prodotti non significa necessariamente più benefici. Al contrario, l’impiego eccessivo o scorretto di alcune sostanze può irritare la pelle e compromettere la barriera cutanea.

Il tema è al centro anche di un recente articolo pubblicato su Nature, che richiama l’attenzione sui rischi legati alla disinformazione online in ambito cosmetico e dermatologico. Ne abbiamo parlato con la professoressa Iris Zalaudek, direttrice del Dipartimento di Dermatologia e Venereologia dell’Università di Trieste.

QUANDO LA SKINCARE DIVENTA TROPPO COMPLESSA

La pelle rappresenta la prima linea di difesa contro l’ambiente esterno, fornendo una barriera contro patogeni, sostanze chimiche e radiazioni ultraviolette. Si tratta di un ecosistema complesso, che integra funzioni fisiche, chimiche, microbiche e immunitarie.

Alcune procedure cosmetiche diffuse, come i peeling chimici -che rimuovono temporaneamente gli strati più superficiali della pelle per ridurre rughe e cicatrici da acne- possono danneggiare la barriera cutanea se eseguite in modo scorretto o troppo frequente.

«Oggi si propongono routine di skincare estremamente complesse, anche di una decina di passaggi, che nella vita reale non sono necessari. L’uso eccessivo di prodotti, in particolare acidi, esfolianti e retinoidi, può alterare la barriera cutanea e causare dermatiti irritative, soprattutto su pelli giovani che non hanno reale bisogno di queste sostanze», spiega Zalaudek.

I segni più comuni sono arrossamento, maggiore sensibilità, screpolature e bruciore durante l’applicazione di altri prodotti. Su pelli più mature, alcuni trattamenti possono avere indicazioni, ma sempre con un uso corretto e controllato.

«Il messaggio chiave è che più prodotti non significa risultati migliori: al contrario, aumenta il rischio di irritazioni e allergie. Inoltre, l’uso simultaneo di molti prodotti rende difficile identificare la causa di eventuali reazioni», aggiunge.

LE REGOLE BASE PER CURARE LA PELLE

Ma quindi, come prendersi davvero cura della pelle del viso? L’American Academy of Dermatology raccomanda pochi passaggi essenziali: detersione, idratazione e fotoprotezione.

Sebbene esista una vasta gamma di prodotti e routine elaborate che promettono una pelle perfetta, mantenere una pelle sana richiede un approccio semplice e costante.

«È utile semplificare la routine: detersione, idratazione e protezione solare sono sufficienti nella maggior parte dei casi. Altri prodotti vanno introdotti gradualmente e utilizzati solo quando necessario», sottolinea Zalaudek.

È importante anche evitare formulazioni troppo profumate, tra le principali cause di allergie da contatto, e non ricorrere al fai-da-te in presenza di problemi cutanei rilevanti.

«Un’acne importante richiede una valutazione dermatologica. Allo stesso modo, qualsiasi lesione o macchia pigmentata non dovrebbe essere trattata senza una visita specialistica: alcune forme di melanoma possono essere difficili da riconoscere e interventi impropri rischiano di ritardarne la diagnosi», precisa.

Anche l’uso scorretto di farmaci topici, come antibiotici o cortisonici, può peggiorare la situazione, favorendo l’insorgenza di ulteriori problemi cutanei.

PROTEZIONE SOLARE: IL PASSAGGIO PIÙ IMPORTANTE

La protezione solare è uno degli step più importanti, eppure spesso sottovalutato. Sul lungo periodo, poche cose sono più dannose dell’esposizione eccessiva ai raggi UV, sia dal sole sia dalle lampade abbronzanti.

Le radiazioni ultraviolette sono infatti uno dei principali fattori di rischio per il melanoma. Nel 2022 quasi 60.000 persone sono morte a causa di questa malattia, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS.

Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’uso di una protezione solare ad ampio spettro, con SPF pari o superiore a 30.

Nonostante le evidenze scientifiche a favore dei filtri solari, sui social continuano a circolare false informazioni, come l’idea che possano causare cancro o carenze di vitamina D.

«Nel caso di routine elaborate, la scarsa attenzione alla protezione solare è particolarmente problematica perché molti attivi, come i retinoidi, aumentano la fotosensibilità della pelle. In queste condizioni, l’esposizione al sole può provocare eritemi e favorire la comparsa di macchie come il melasma», spiega Zalaudek.

Oltre che di patologie serie, i raggi UV -in particolare gli UVA- sono la principale causa dell’invecchiamento cutaneo, contribuendo alla perdita di elasticità e alla formazione delle rughe.

COME ORIENTARSI TRA SOCIAL E DISINFORMAZIONE

I social media sono oggi uno strumento molto potente, ma vanno interpretati con spirito critico.

«Spesso, dietro ai contenuti, si nasconde una finalità di marketing. È quindi fondamentale affidarsi a fonti qualificate, come medici e dermatologi, e distinguere chi ha una formazione scientifica da chi non ce l’ha», osserva Zalaudek.

I consigli generalizzati, inoltre, non possono valere per tutti: età, tipo di pelle e condizioni cliniche variano da persona a persona.

Per la scelta dei prodotti, quelli disponibili in farmacia rappresentano spesso un’opzione più sicura, soprattutto per chi ha pelle secca o predisposizione alle allergie, privilegiando formulazioni con pochi ingredienti e senza profumi.

«La cute stessa fornisce segnali importanti: se un prodotto provoca bruciore o fastidio, probabilmente non è adatto. Possiamo dire che ascoltare la propria pelle è parte integrante di una corretta cura», conclude l'esperta.

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