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Sperimentazione clinica: quanto ne sanno i pazienti?

Partecipare ad una sperimentazione clinica offre notevoli vantaggi. Malati e caregiver sempre più protagonisti, ma la consapevolezza manca ancora

Se c’è una cosa che abbiamo toccato con mano durante questa pandemia è la poca conoscenza da parte degli italiani nell’ambito della sperimentazione clinica dei farmaci. L’aggettivo "sperimentale" sta assumendo sempre più un’accezione negativa anche se, in realtà, è grazie alla sperimentazione clinica se l’aspettativa di vita si è allungata, se si sono scoperte nuove cure e se, in ultima analisi, la medicina progredisce.

STIGMA E DIFFIDENZA

Questa reticenza nei confronti della sperimentazione ha a che fare con una scarsa cultura e, aggiungiamoci, anche un po’ di stigma. Da noi chi partecipa a uno studio clinico viene visto come “cavia di Big Pharma” e non si colgono invece i numerosi vantaggi, per sé stessi e per il sistema, della sperimentazione. Perché, in buona sostanza, della sperimentazione clinica si hanno idee confuse. Negli ultimi dieci anni, a livello europeo e italiano, sono nate diverse realtà che promuovono la conoscenza della ricerca scientifica tra i cittadini e le associazioni dei pazienti si stanno mostrando sempre più attive e desiderose di partecipare alla ricerca. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

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