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Alimentazione

Quando la medicina è servita in tavola

pubblicato il 02-10-2012
aggiornato il 25-01-2017

Si chiama nutraceutica la scienza che studia le proprietà medicali di alcuni cibi. Dal cacao alla soia, al lupino gli alimenti che si dimostrano efficaci per molte patologie

Quando la medicina è servita in tavola

Si chiama nutraceutica la scienza che studia le proprietà medicali di alcuni cibi. Dal cacao alla soia, al lupino gli alimenti che si dimostrano efficaci per molte patologie

Le ricette del mangiar sano: provale!

Hai la pressione alta? La sera, davanti alla tv, mangiati una bella stecca di cioccolato amaro e vedrai come ti va giù la pressione. Ti verrà anche il buonumore.

Oppure è il colesterolo che hai fuori posto? Prendi al supermercato quei bei sacchetti di lupini in salamoia e mangiali per merenda, presto sarai sotto quota 200. E migliorerai anche col diabete. Con la soia, poi, ti fai una prevenzione a tutto tondo.

 

CIBI-FARMACO

No, non va ancora così con i cibi-farmaco, però l’attenzione è sempre più centrata su che cosa mangiamo ed è possibile sfruttare per estrarne principi da abbinare tra loro o, comunque, potenziare all’interno di integratori alimentari.

E’ stata chiamato “nutraceutica” questo settore della medicina e farmacia, un settore dove si respira molto entusiasmo: la tendenza è in netta espansione, sorretta sia da nuovi studi sia dalla buona disposizione del pubblico verso il “naturale” e la crescente  diffidenza verso le cure chimiche.

Tra dieci anni, si è detto e ripetuto al terzo Congresso nazionale della Società Italiana di Nutraceutica (Sinut) tenutosi a Milano (20-21 settembre), il settore degli alimenti impiegati come medicine avrà un mercato pari a quello dei farmaci. Ora vale 1,6 miliardi di euro, ma cresce del 15-20%  all’anno.

 

CONTRO L’IPERTENSIONE

Del cacao si sa da tempo che può avere influenze positive  per l’ipertensione. Ora la European Food Safety Agency, autorità europea in fatto di cibo e salute, sta valutando se dare la qualifica di “cura” per la pressione alta e l’angina pectoris al cacao amaro.

Il professor Carlo Sirtori, presidente della Sinut e docente di Farmacologia clinica all’Università di Milano, racconta come è nata questa fama: si era visto che la popolazione Kuna di un’isola al largo della costa di Panama, grande consumatrice di cacao, ha una mortalità per malattie cardiovascolari molto bassa.

E si era poi osservato che, una volta che queste persone si trasferivano per esempio a Panama e ne adottavano la dieta, le loro condizioni fisiche si allineavano  con quelle dei nuovi compatrioti.

 

LEGUMINOSA ANTICOLESTEROLO

Da anni, dunque, si nutrono ottimi sospetti sul cioccolato nero. Ottima fama gode anche la soia, “pompata” da tutte le mode naturalistiche. Piuttosto la new entry nel campo dei cibi-farmaco è il lupino, una leguminosa, come spiega la professoressa Anna Arnoldi, docente di Chimica degli alimenti all’università di Milano,  che ha il vantaggio di una maggiore flessibilità nella preparazione di diversi prodotti alimentari. L’indicazione non è solo contro il colesterolo alto, ma anche per il diabete e l’ipertensione.

Sono stati citati due studi recenti a conferma. All’ospedale Niguarda di Milano il professor Sirtori ha trattato pazienti con barrette dietetiche contenenti  proteine di lupino e ha constatato un calo del colesterolo del 4,2% . Un’altra ricerca è stata condotta in Cile su pazienti diabetici per valutare una specifica frazione proteica del lupino ed il suo impiego ha dato un risultato positivo. Tanto da far pensare a future “pillole” antidiabetiche a base di lupini.

 

IL CIBO SPAZZATURA

Ma come può essere un farmaco benefico, il cibo può ovviamente anche agire da veleno. Sotto accusa, ma stavolta sotto un profilo sin qui inedito, il junk food, il cibo spazzatura. Potrebbe essere causa di demenza, per di più in età sempre più giovane.

Si parla infatti di Alzheimer “giovanile” a 55-60 anni che avanza.  E il sospetto sulla sua origine, come ha evidenziato una ricerca sulla rivista Biochemical Pharmacology , corre a quei lontani anni dall’adolescenza in avanti e all’alimentazione fatta di cibi grassi e pieni di calorie e bibite gassate. Da lì potrebbero originare i danni cerebrali precoci.

Siamo quello che mangiamo, diceva Ludwig Feuerbach. Forse è il caso di ricordarcene un po’.

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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