Altre News
Fabio Di Todaro
pubblicato il 13-09-2017

Conoscere la sepsi per salvarsi la vita



Aggiungi ai preferiti

Registrati/accedi per aggiungere ai preferiti

In Europa si contano più di settecentomila casi all’anno (1 su 5 risulta fatale). In occasione della giornata mondiale della sepsi, pubblichiamo il vademecum realizzato dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti)  

Conoscere la sepsi per salvarsi la vita

Oggi, 13 settembre, è la giornata mondiale dedicata alla sepsi. L'appuntamento vuole accendere i riflettori su quella che è una malattia che si manifesta sempre come conseguenza di un'infezione. Ma la reazione, in questo caso, può danneggiare alcuni organi vitali al punto da renderli non più funzionanti. Il cervello, per esempio, può avere un rapido deterioramento dello stato di coscienza. Uno o entrambi i polmoni possono scoprirsi non più in grado di ossigenare il sangue. Mentre il cuore, che all’inizio combatte questa «paralisi» vascolare, smette di funzionare per la presenza in circolo delle sostanze tossiche.


Ma di sepsi si può pure guarire, a patto di riconoscerla in tempo. Per questo motivo l'approccio terapeutico vede coinvolti diversi specialisti: anestesisti, infettivologi, microbiologi e chirurghi. La scelta della giusta terapia antibiotica è fondamentale, anche per trovare una risposta ai numerosi batteri divenuti resistenti, tra i responsabili dei casi di sepsi: assieme alle infezioni ospedaliere. «Accorciare i tempi di passaggio dalla cosiddetta terapia empirica a quella specifica rispetto al batterio che ha causato l’infezione permette di ridurre notevolmente la mortalità da sepsi - afferma Pierangelo Clerici, direttore dell'unità operativa complessa di microbiologia all'ospedale di Legnano e presidente dell'Associazione dei Microbiologi Clinici Itlaani (Amcli) -. Questa aumenta fino al sette per cento al trascorrere di ogni ora in cui il paziente è sottoposto a un trattamento antibiotico non appropriato». Aggiunge Stefania Stefani, ordinario di microbiologia all'Università di Catania e presidente della Società Italiana di Microbiologia. «Una terapia antibiotica mirata precoce è il modo più efficace per salvare vite umane e limitare gli effetti avversi e i costi dei trattamenti empirici ad ampio spettro».


In occasione della giornata mondiale, la Società Italiana di Anestesia, Analgesia,Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) ha diffuso un vademecum di consigli per imparare a conoscere e a difendersi dalla sepsi.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


Articoli correlati


In evidenza

Torna a inizio pagina