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Cardiologia
Donatella Barus

Vaccini, Covid-19 e trombosi: domande e risposte

pubblicato il 24-04-2021

La vaccinazione contro il Covid-19 aumenta il rischio di trombosi? Quante sono le complicanze rilevate? Chi usa anticoagulanti può essere vaccinato?

Vaccini, Covid-19 e trombosi: domande e risposte

Ci sono rischi di trombosi associati alla vaccinazione contro il Covid-19? Perché le autorità sanitarie continuano a raccomandarla? Ci sono test utili per azzerare i rischi? A quali sintomi bisogna stare attenti? Chi è più a rischio? Tante le domande emerse recentemente sul tema vaccinazioni e trombosi. Mettiamo in ordine i fatti: i vaccini contro l'infezione da Sars-CoV-2 sono estremamente efficaci nel ridurre gli effetti gravi del Covid-19. Nelle scorse settimane, con la vaccinazione di milioni di persone, sono emersi alcuni eventi avversi rari associati ai vaccini Vaxzevria (AstraZeneca) e Ad26.COV2.S (Janssen, la compagnia farmaceutica facente capo a Johnson&Johnson).

Abbiamo raccolto le risposte alle domande più comuni con l'aiuto di Flora Peyvandi, Professore Ordinario di Medicina Interna all'Università degli Studi di Milano e Direttore del Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. 

 

I vaccini anti-Covid aumentano il rischio di trombosi?

Non ci sono dati che dimostrano una incidenza più alta di eventi trombotici nella popolazione vaccinata. È invece stato rilevato un aumento di rischio per un numero ristretto di casi di complicazioni, di per sé già molto rare, che però risultano più frequenti rispetto alle attese nella popolazione vaccinata con i vaccini AstraZeneca (Vaxzevria) e Janssen. La commissione di valutazione del rischio per la farmacovigilanza (PRAC) dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concluso che si può trattare di effetti collaterali molto rari riconducibili alla vaccinazione con questi farmaci.

 

Cosa sono gli effetti indesiderati segnalati?

I rari casi di trombi e piastrinopenia rilevati in persone vaccinate sono problemi della coagulazione molto particolari e insoliti, in cui la trombosi si manifesta a livello cerebrale (trombosi cerebrali del seno venoso) o addominale (trombosi della vena splancnica), e in associazione con un livello basso di piastrine nel sangue (trombocitopenia o piastrinopenia). Si sono verificati in un piccolo numero di casi in tutto il mondo di soggetti vaccinati con Vaxzevria e con Johnson&Johnson.

 

Quanti sono i casi rilevati?

Nel caso di Vaxzevria, il vaccino AstraZeneca, la valutazione di EMA ha riguardato 169 casi di trombosi del seno venoso cerebrale e 53 casi di trombosi della vena splancnica riportati nel database dell'UE sulla sicurezza dei farmaci (EudraVigilance) al 4 aprile 2021. Si tratta di casi segnalati spontaneamente attraverso i sistemi di farmacovigilanza in Europa e nel Regno Unito, su un totale di circa 34 milioni di persone vaccinate. Riguardo al vaccino Johnson&Johnson l’Agenzia ha valutato 8 casi segnalati negli Stati Uniti, su 7 milioni di persone vaccinate (al 13 aprile 2021). A seguito di tali analisi EMA ha richiesto alle due aziende farmaceutiche di aggiungere l’informazione riguardante questi effetti rare nell’informazione del prodotto.

 

Chi sono le persone colpite?

In entrambe le valutazioni delle complicanze, finora la gran parte delle segnalazioni ha riguardato donne sotto i 60 anni di età, entro 2-3 settimane dalla vaccinazione.

 

 

Perché si verificano queste complicanze?

Non ci sono certezze, al momento, ma una spiegazione plausibile è che questa insolita combinazione di trombi ed un numero basso di piastrine derivi da una anomala risposta immunitaria, in particolare contro le piastrine. È un’ipotesi nata dalla somiglianza con una condizione vista talvolta in pazienti trattati con eparina (trombocitopenia indotta da eparina, HIT), ma in questo caso senza che vi sia alcun utilizzo associato di eparina.

 

Ci sono sintomi a cui prestare attenzione, dopo il vaccino?

Sì, nelle due settimane successive alla vaccinazione occorre stare molto attenti a:

  • mancanza di respiro
  • dolore al petto
  • gonfiore alle gambe
  • dolore addominale persistente
  • sintomi neurologici, tra cui mal di testa gravi e persistenti o visione offuscata 
  • piccole macchie di sangue sotto la pelle vicino al sito di iniezione.

Nel caso si presentino i sintomi elencati bisogna cercare immediatamente assistenza medica rivolgendosi a centri specializzati in emostasi e trombosi. Un rapido trattamento medico specialistico, infatti, può ridurre di molto le possibilità di conseguenze gravi.

 

Ci sono trattamenti utili per queste sindromi rare?

Sì, ci sono, come evidenziato dalla Società Italiana di Emostasi e Trombosi (SISET) e da quella internazionale ISTH che hanno recentissimamente pubblicato dei protocolli per la gestione medica di questi casi. La cosa più importante è comunque la tempestività d’intervento, quindi è assolutamente necessario nel caso di avessero sintomi come quelli riportati sopra, cercare immediata assistenza medica, e possibilmente in centri specializzati per trombosi.

 

 

Ci sono dei test utili da fare prima della vaccinazione?

No. Purtroppo al momento non è possibile selezionare persone più esposte a questi eventi avversi. Infatti non si conoscono ancora i veri fattori di rischio e non ci sono elementi utili da valutare attraverso test o analisi. Sulla base delle conoscenze attuali e del parere della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di Aifa, il Ministero della Salute ha precisato che i vaccini AstraZeneca e Janssen sono approvati a partire dai 18 anni di età, ma ne raccomanda un uso preferenziale in persone con più di 60 anni, nelle quali il bilancio rischio/beneficio risulta ancora più favorevole.

 

Ci sono farmaci da assumere prima della vaccinazione?

No. È assolutamente sconsigliato assumere farmaci anticoagulanti o antiaggreganti prima del vaccino. Non esistono indicazioni a trattamenti preventivi di questi episodi trombotici. Nessun trattamento profilattico prima o dopo il vaccino deve essere raccomandato, nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi, a meno che il trattamento antitrombotico non sia già in atto per precedenti indicazioni mediche.

 

Le donne che prendono la pillola anticoncezionale possono essere vaccinate?

Si, fatte salve le raccomandazioni del Ministero ad un uso preferenziale dei vaccini AstraZeneca e J&J dopo i 60 anni, al momento non esistono gruppi di persone ad accertato rischio aumentato di sviluppo di questi eventi avversi.

 

Chi è in terapia con anticoagulanti può essere vaccinato?

La vaccinazione contro il COVID-19 è raccomandata anche per i pazienti in trattamento anticoagulante. Si consiglia di riferirsi alle indicazioni di FCSA (www.fcsa.it) per le indicazioni specifiche di gestione della terapia nei giorni della vaccinazione.

 

Bisogna continuare la campagna vaccinale?

L’Agenzia europea del farmaco ha ribadito per entrambi i vaccini considerati che i benefici della vaccinazione COVID-19 superano il potenziale rischio di reazioni avverse, concludendo che questi casi dovrebbero essere classificati come eventi avversi molto rari. Il vaccino è efficace nel prevenire il COVID-19 e nel ridurre i ricoveri e i decessi. Anche la Società Internazionale di Emostasi e Trombosi (ISTH) ha rilasciato un comunicato in cui concorda con la dichiarazione dell'EMA, aggiungendo che devono essere intrapresi studi scientifici più rigorosi per comprendere le cause di questi eventi avversi e i trattamenti ottimali. È importante continuare con la campagna di vaccinazione per ridurre in modo significativo i ricoveri e la mortalità legati al COVID-19 nel nostro paese.

 

Cosa si sta facendo per migliorare il profilo di sicurezza dei vaccini?

EMA continuerà l’attività di monitoraggio su sicurezza ed efficacia del vaccino anti-COVID-19, aggiornando le conoscenze e le informazioni disponibili. Il comitato per i medicinali per uso umano dell'EMA, il CHMP, valuterà rapidamente qualsiasi modifica necessaria alle informazioni sul prodotto. Sulla base delle raccomandazioni di EMA e delle società scientifiche internazionali e nazionali i singoli Stati membri dell'UE prendono le decisioni utili a progettare e implementare la campagna di vaccinazione. Le esigenze e le condizioni infatti possono differire a seconda di fattori come i tassi di infezione, le popolazioni prioritarie, la disponibilità del vaccino e i tassi di ospedalizzazione.

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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