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Daniele Banfi

Trapiantato con successo da maiale a uomo il primo cuore anti rigetto

pubblicato il 11-01-2022


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Grazie alle tecniche di editing del genoma un cuore di maiale ingegnerizzato per evitare il fenomeno del rigetto è stato trapiantato con successo su un 57enne del Maryland

Trapiantato con successo da maiale a uomo il primo cuore anti rigetto

Un giorno destinato ad entrare nella storia della medicina. Venerdì 7 gennaio 2022 un uomo di 57 anni ha ricevuto un cuore nuovo proveniente da un maiale creato appositamente per evitare il fenomeno del rigetto. L'operazione, avvenuta presso la University of Maryland School of Medicine, rappresenta una prima assoluta a livello mondiale. Un risultato possibile grazie allo sviluppo delle tecniche di ingegneria genetica come Crispr-Cas9. E' infatti attraverso di esse che è stato possibile ottenere un organo dalle caratteristiche anti-rigetto.

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L'ESIGENZA DI NUOVI ORGANI

Uno dei principali limiti nel campo dei trapianti è la disponibilità degli organi. Negli anni, complici le tecniche di rianimazione sempre più sofisticate e la riduzione -causa cinture di sicurezza- dei decessi per eventi traumatici, la scarsità di organi ha spinto gli scienziati ad utilizzare sempre più spesso organi da donatori in là con gli anni. Ma per ovviare alla disponibilità di organi la ricerca ha sempre guardato agli animali come possibile nuovo serbatoio da cui attingere. L'idea di utilizzare organi animali (gli xenotrapianti) non è affatto nuova: negli anni '60 furono trapiantati su esseri umani reni di scimpanzé che durarono solo 9 mesi. Non solo, nel 1984 fu eseguito un trapianto di cuore da babbuino a neonato. Un'operazione salvavita che ebbe effetto solo per 20 giorni.

IL RIGETTO

Uno dei principali fallimenti dei trapianti d'organo è il fenomeno del rigetto. Anche quando si riceve un organo da un donatore compatibile, il trapiantato deve assumere per tutta la vita dei farmaci anti-rigetto. Ciò accade perché il sistema immunitario, quando vede il nuovo organo, lo riconosce come estraneo e per questa ragione si attiva nel tentativo di eliminarlo. Un organo compatibile dunque è un organo che somiglia in tutto e per tutto a quello del ricevente. Consci di questo problema la ricerca si è intensificata nel tentativo di ridurre ulteriormente questo fenomeno.

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EDITING GENETICO

Un deciso passo avanti verso la creazione di organi anti-rigetto lo si è avuto grazie allo sviluppo delle tecniche di editing genetico, ovvero tecniche in cui in maniera estremamente precisa è possibile andare a modificare a proprio piacimento qualsiasi porzione del Dna. Grazie alla Crispr-Cas9, ad esempio, oggi è possibile creare animali con organi transgenici in cui vegono eliminati quei geni responsabili della mancata compatibilità e aggiunti altri che li "umanizzano". Lo scorso ottobre un rene di maiale transgenico è stato trapiantato con successo in un uomo dichiarato in morte cerebrale presso il NYU Grossman School of Medicine. L'organo, una volta posto nel ricevente, ha continuato a funzionare regolarmente senza fenomeni di rigetto.

IL PRIMO TRAPIANTO DI CUORE INGEGNERIZZATO

Stesso approccio è stato utilizzato nel caso dell'uomo che ha ricevuto il cuore. Eliminando i geni responsabili del rigetto e inserendone alcuni che hanno "umanizzato" l'organo, il 57enne del Maryland affetto da una malattia cardiaca incurabile ha potuto ricevere il suo nuovo cuore. Una prima assoluta che apre una nuova era nel campo dei trapianti. Non aspettiamoci che tali procedure diventino la routine nel giro di poco tempo. La strada è però tracciata. Trapiantare un organo funzionante da animale a uomo senza problemi di rigetto non è più un'utopia. In questo modo, se nel tempo i risultati saranno duraturi, il problema di approvvigionamento di organi non sarà più insormontabile. 

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Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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