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Fumo

Fumo: perché smettere se poi si muore quasi sempre da «vecchi»?

pubblicato il 13-11-2020

Oggi anche chi fuma vive di più. Ma per ridurre la mortalità precoce e migliorare la qualità della vita, c'è una strada da seguire: smettere di fumare

Fumo: perché smettere se poi si muore quasi sempre da «vecchi»?

È vero, la maggior parte dei decessi causati dal fumo avviene in età avanzata. Ciò tuttavia è più legato all’allungamento medio della vita che alla (presunta) scarsa nocività del fumo. Oggi, un italiano vive in media quasi 85 anni (con due anni di vantaggio per le donne).


Si stima che il fumo sottragga otto anni di vita agli uomini e 12 alle donne anticipando la morte intorno ai 75 anni. Inoltre, il dato medio nasconde le migliaia di casi di malattia che si verificano in età precoce. Circa il 15 per cento dei casi di tumore al polmone si verifica prima dei 60 anni e circa uno su cinque tra i 60 e i 70 anni.


Infine, il fumo è responsabile di numerosi altri disturbi e malattie che, anche quando non causano direttamente la morte, compromettono la qualità di vita.

 


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