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Fumo

Smettere di fumare: 4 su 10 cercano appoggio su internet

pubblicato il 27-04-2018
aggiornato il 17-05-2018

Internet, telefono e social network sono mezzi potenzialmente efficaci per aiutare chi vuole smettere di fumare. Funzionano i programmi su misura e interattivi. Mancano dati sui ragazzi

Smettere di fumare: 4 su 10 cercano appoggio su internet

Qual è l'impatto della rete sulle persone che vogliono smettere di fumare? Internet può aiutare a liberarsi dalla dipendenza dal tabacco? E può aiutare anche a dare una misura al problema di chi vorrette smettere ma non riesce? Se lo è chiesto un team di ricercatori che ha pubblicato su Nicotine and Tobacco Research un dato forse non sorprendente ma interessante: negli Stati Uniti aumenta il numero dei fumatori che cercano in rete informazioni su come smettere. Lo fa oltre il 43 per cento, ovvero circa 12 milioni di persone ogni anno.

INTERNET E SMOKING CESSATION

Lo studio, spiegano gli autori, quantifica il potenziale degli interventi di cessazione dal tabacco basati sul web. Dà una misura dell'impatto potenziale sulla popolazione, del numero di persone raggiungibili e della (auspicabili) efficacia. I ricercatori hanno esaminato i dati raccolti in cinque indagini successive, fra il 2005 e il 2017, dal National Cancer Institute's Health Information National Trends Survey. La percentuale di fumatori che si erano rivolti a internet per avere informazioni e supporto per lasciare il pacchetto di sigarette è passato dal 16,5 per cento del 2005 al 35,9 per cento nel 2017. Considerando soltanto i fumatori online questa quota sale al 43,7 per cento

FUNZIONANO O NO?

Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio evitabile per la maggior parte delle cause di malattia e morte più diffuse, come malattie cardiovascolari e tumori. Le stime sono diverse, ma una parte importante (fino al 70 per cento) di fumatori vuole smettere ma non ci riesce. Quanto può contare allora internet nella lotta al fumo di sigaretta? Se consideriamo che internet è utilizzata più o meno da 4 miliardi di persone al mondo se ne può intuire il potenziale. Ma, soprattutto, funziona? Nel 2017 il Cochrane Tobacco Addiction Group ha aggiornato la revisione sistematica degli studi esistenti sull'argomento, selezionando gli studi più affidabili. 

Sono state incluse varie modalità di intervento di smoking cessation online, da quelle più blande, come la semplice fornitura di un elenco di siti utili, fino a programmi più incisivi, che prevedono l'uso di telefono, email, internet e social network. Per valutarne l'efficacia si è guardato a quanti partecipanti avevano smesso di fumare dopo sei mesi. Ne è emerso che a funzionare erano i programmi di intervento ritagliati su misura, personalizzati sul singolo fumatore, meglio ancora se interattivi e con il counselling di operatori specializzati. In tutto ciò, specificano gli autori, c'è un buco nero su cui mancano dati e studi: e sono i giovani fumatori, i ragazzi e le ragazze che col tabacco stanno ingaggiando una battaglia di cui, in molti casi, non si sono ancora accorti e di cui gli adulti sanno poco o niente.

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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