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Ginecologia

Maria Elisabetta Coccia: «Non c'è rimedio più efficace per evitare il declino della fertilità»

pubblicato il 17-10-2014
aggiornato il 14-01-2017

La specialista, responsabile del centro di procreazione medicalmente assistita del policlinico Careggi di Firenze, si mostra concorde alla proposta

Maria Elisabetta Coccia: «Non c'è rimedio più efficace per evitare il declino della fertilità»

Maria Elisabetta Coccia, direttore del centro di procreazione medicalmente assistita del policlinico Careggi di Firenze: è d’accordo con l’idea di estendere le procedure di crioconservazione anche alle donne che non hanno problemi di infertilità?

«Sì, perché al momento non c’è rimedio più efficace per mettersi al riparo dal declino della fertilità che si osserva con il passare degli anni. È un’opportunità comprovata da diversi studi: non vedo il motivo per cui non debba trovare un’applicazione nella pratica clinica».

Ritiene che sia questa la strada giusta per invertire il trend delle nascite?

«Già da un anno, attraverso l’associazione Cecos, ho lanciato questa ipotesi, redigendo il decalogo della preservazione della fertilità per la donna. La riserva ovarica si riduce sensibilmente dopo i 35 anni: chi ha intenzione di rimanere incinta oltre questa soglia, è bene che prenda in considerazione l’ipotesi di congelare le proprie cellule uovo».

Non pensa che dibattendo molto di opportunità alternative - dalla fecondazione eterologa al social egg freezing - si finisca per offrire alle donne un ulteriore alibi per procrastinare la prima gravidanza?

«È giusto sensibilizzare le coppie ricordando qual è il periodo ideale per mettere al mondo un figlio: possibilmente non oltre il trentacinquesimo anno di vita della mamma, se si vogliono evitare i rischi legati alla gravidanza e le complicanze per il feto. Concretamente, però, non esistono alternative: l’età in cui si pianifica la prima gravidanza s’è spostata in avanti e per avere maggiori garanzie di riuscita il congelamento degli ovociti rappresenta un’opportunità da cogliere al volo».

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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