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Neuroscienze

L’80 per cento degli anziani si dimentica d’esser stato depresso

pubblicato il 20-08-2014
aggiornato il 10-07-2017

Spesso ci si lamenta di piccoli acciacchi fisici e non dell’umore instabile che può nascondere i primi segni di una demenza

L’80 per cento degli anziani si dimentica d’esser stato depresso

Lo studio dice: l’81% dei pazienti anziani non riferiscono al medico di loro precedenti diagnosi di disturbi psichiatrici mentre appena il 13% si dimenticano di problemi fisici avuti in passato. Una discrepanza non da poco. Perché succede? I ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (Usa) avevano individuato 1.071 adulti per i quali avevano trovato, andando indietro di 24 anni, la documentazione di visite mediche per problemi di depressione, panico o altro. Poi, come riferiscono su Jama Psychiatry, la scoperta di questa larga sottostima nel ricordo dei propri precedenti. Perché?

 

IL CORPO PREVALE SULLA MENTE

«Forse hanno voluto ‘dimenticare’ per lo stigma che ancora circonda le patologie psichiatriche», commenta il dottot Ramin Mojtabal, uno degli autori della ricerca. «In più è classico dei disturbi mentali fluttuare nel tempo, comparire e sparire. Senza poi contare che gli anziani sono molto presi dai loro acciacchi fisici, quindi hanno l’attenzione puntata più sul corpo». Il professor Leo Nahon, direttore della struttura complessa di psichiatria 3 all’ospedale Niguarda di Milano, si dice felice di questa indagine. «Sono dati che mancavano, interessanti. Piuttosto si sa che gli anziani sono sottodiagnosticati per problemi mentali». E spiega che, in effetti, le persone con l’avanzare dell’età sono più concentrate sul corpo e sui suoi cedimenti, in più in loro la depressione, per esempio, si manifesta maggiormente con sintomi fisici: mal di schiena, male alle spalle, dolori allo stomaco. «Non riescono più a dire: sono triste», prosegue Nahon. «L’umore basso dopo i 70-75 anni si ripercuote sul corpo. Basterebbe curare la depressione perché spariscano quei dolori fisici, ma il medico di base è tratto in inganno e così si perde tempo in esami su disturbi somatici».

 

DOPPIO INGANNO

Ma le difficoltà non sono finite: «È difficile anche distinguere tra depressione vera oppure esordio di una demenza vascolare o di Alzheimer, oppure anche di un Parkinson che prima di generare sintomi motori può presentarsi con sintomi depressivi. Ecco perché», conclude il professor Leo Nahon, «nei pazienti anziani è molto difficile la diagnosi e vengono sottovalutati diversi disturbi. E non è un problema da poco».

 

 

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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