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Neuroscienze

Il sonno del weekend protegge la salute mentale dei giovani?

Recuperare qualche ora di sonno nel fine settimana si associa a un minor rischio di sintomi depressivi tra 16 e 24 anni

Recuperare nel weekend il sonno perso durante la settimana potrebbe offrire una piccola ma concreta protezione contro i sintomi depressivi in adolescenti e giovani adulti. È quanto suggerisce uno studio basato su dati nazionali statunitensi, pubblicato sul Journal of Affective Disorders. Le abitudini quotidiane possono certamente variare da Paese a Paese, ma tra scuola, impegni e ritmi biologici che spingono a fare tardi, molti ragazzi, ovunque vivano, finiscono per dormire meno del necessario.

LO STUDIO

Gli autori dello studio hanno analizzato i dati di 1087 ragazzi tra i 16 e i 24 anni che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) 2021-23, uno dei principali programmi di monitoraggio della salute negli Stati Uniti. I partecipanti hanno indicato gli orari abituali di sonno e risveglio nei giorni feriali e nel fine settimana. Sulla base di queste informazioni, i ricercatori hanno stimato il cosiddetto weekend catch-up sleep, ovvero il recupero di sonno: quante ore in più, mediamente, si dormono nel weekend rispetto alla settimana.

COSA È EMERSO

Dallo studio emerge che chi recupera sonno nei fine settimana sembra stare meglio sul piano dell’umore. In particolare, per i ragazzi tra i 16 e i 24 anni che dormivano di più nel weekend, la probabilità di riportare sintomi depressivi risultava più bassa del 41% rispetto a chi non riusciva a compensare il debito di sonno. Questo risultato si aggiunge alle evidenze già presenti che collegano sonno e salute mentale in età evolutiva. La novità di questa ricerca è il focus sulla tardo-adolescenza e prima età adulta, fascia finora meno esplorata negli studi sul recupero del sonno.

PERCHÈ SI DORME POCO?

Il motivo per cui molti adolescenti accumulano ore di sonno mancanti durante la settimana è semplice: giornate piene e sveglie presto. Tra scuola, studio, sport, vita sociale e, talvolta, un lavoro part-time, le ore di sonno saltano facilmente.

«I ricercatori del sonno e i clinici raccomandano da tempo che gli adolescenti dormano dalle otto alle dieci ore, a orari regolari, ogni giorno della settimana, ma questo semplicemente non è fattibile per molti adolescenti, o per le persone in generale», spiega Melynda Casement, psicologa, professoressa associata nel College of Arts and Sciences dell’University of Oregon e direttrice dello Sleep Lab dell’ateneo.

IL RUOLO DELLA BIOLOGIA

A influenzare il sonno degli adolescenti contribuiscono anche fattori biologici. Durante questa fase della vita, i ritmi circadiani si modificano naturalmente, rendendo più difficile addormentarsi presto.

«Invece di essere mattinieri, si tende a diventare più nottambuli», spiega Casement. «E l’inizio del sonno continua a spostarsi progressivamente più tardi durante l’adolescenza, fino ai 18-20 anni. Dopo di che si inizia di nuovo a diventare più mattinieri».

Per molti ragazzi, l’orario di sonno più “naturale” sarebbe tra le 23 e le 8, ma l’inizio precoce delle lezioni rende difficile conciliare biologia e organizzazione quotidiana. Non a caso, negli Stati Uniti è aperto da tempo il dibattito sul posticipo dell’orario di ingresso a scuola come possibile misura di sanità pubblica.

LA DEPRESSIONE TRA I GIOVANI

Il tema dello studio è particolarmente rilevante perché la depressione rappresenta una delle principali cause di difficoltà funzionali in questa fascia d’età.

«La depressione è una delle principali cause di disabilità tra le persone di età compresa tra i 16 e i 24 anni», ricorda Casement, riferendosi a problemi che possono interferire con la vita quotidiana, come assentarsi dal lavoro o dalla scuola, arrivare in ritardo o faticare a stare al passo con le responsabilità. Questo rende quella fascia d’età particolarmente interessante per cercare di comprendere i fattori di rischio della depressione e il modo in cui questi possano essere collegati alla messa a punto degli interventi», conclude.

RECUPERARE NEL WEEKEND? SI PUÒ FARE

Il recupero nel weekend non va visto come una soluzione ideale o definitiva. L’obiettivo principale, infatti, resta quello di dormire a sufficienza ogni notte, in modo regolare. Tuttavia, riconoscono gli autori, nella vita quotidiana questo non è sempre possibile e compatibile con i tanti impegni. Se durante i giorni feriali non si riesce a dormire abbastanza, recuperare un po’ di sonno il sabato e la domenica può rappresentare una strategia pragmatica per ridurre, almeno in parte, gli effetti del debito di sonno.

«È normale che gli adolescenti siano nottambuli, quindi lasciamoli recuperare il sonno nel fine settimana se non riescono a dormire abbastanza durante la settimana, perché è probabile che questo abbia un certo effetto protettivo», sottolinea Casement.

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