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Pediatria

Meningite in Toscana: tutto ciò che occorre sapere

pubblicato il 01-03-2016
aggiornato il 20-11-2017

Diciotto i nuovi casi di infezione riscontrati nel 2016 (con quattro decessi). La Regione offre il vaccino gratuitamente a tutti i residenti (e domiciliati) nelle province di Firenze, Prato e Pistoia

Meningite in Toscana: tutto ciò che occorre sapere

Esattamente un anno dopo, la meningite è tornata a far paura in Toscana. Sono diciotto i nuovi casi di infezione registrati dall’inizio dell’anno a oggi. Quattro i decessi rilevati. La maggior parte di essi - undici contagi e tutti e quattro le morti - porta la firma del meningococco C, patogeno di origine batterica (Neisseria meningitidis) per cui dal 2006 esiste un antidoto che viene consigliato a chi soffre di alcune immunodeficienze acquisite e a chi si reca in zone dove la malattia è molto frequente.

Dal 2014 è disponibile anche il vaccino contro il meningococco B, responsabile del trenta per cento dei casi di meningite e spesso letale in meno di ventiquattro ore.

 

LE OPPORTUNITA’ A DISPOSIZIONE IN TOSCANA

L’emergenza è rappresentata dal meningococco C. Al punto che le parti in causa - Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco, Istituto Superiore di Sanità e assessorato regionale alla Sanità - hanno dato il via a una campagna di ''vaccinazione intensiva'' della popolazione che vive nelle aree della Toscana che hanno registrato negli ultimi mesi un significativo aumento di casi di meningite (province di Firenze, Prato e Pistoia).

La vaccinazione contro il meningococco C, come da calendario vaccinale, è sempre offerta gratuitamente ai nuovi nati (al tredicesimo mese di vita), a tutti i ragazzi di età compresa tra 11 e 20 anni non vaccinati in precedenza o già vaccinati nell'infanzia (richiamo) e ai soggetti a rischio.

La nuova ondata di contagi ha portato la Regione a estendere l’offerta gratuita su richiesta alle persone residenti (o con domicilio sanitario) nell'area dell'Asl Toscana Centro (province di Firenze, Prato, Pistoia). L’opportunità è a disposizione anche di chi è in grado di dimostrare di aver frequentato la stessa comunità in cui si è verificato un caso di sepsi (o meningite) da meningococco C nei dieci giorni precedenti l'inizio dei sintomi con contatto stretto.

L’antidoto è fornito gratuitamente a tutti i cittadini residenti in questa zona, mentre gli over 45 che vivono in altre aree della Toscana possono ricevere la vaccinazione con un ticket ridotto (al momento i costi oscillano tra 35 e 60 euro, in base all’Asl di competenza).

Vuoi saperne di più sulla meningite? Scarica il quaderno della Fondazione Veronesi

 

INDICAZIONI PER CHI SI RECA NELL'AREA A RISCHIO

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha diffuso una circolare di aggiornamento sulla vicenda. «In considerazione della situazione epidemiologica attuale, non si ritiene opportuno fornire indicazioni particolari a coloro che si recano per viaggi occasionali nelle aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi». Ma «la frequentazione di locali molto affollati per alcune ore, come le discoteche, l’uso di alcol e l'abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori».

Inoltre, continua la circolare, «per soggetti che si recano per lunghi e continuativi periodi in Toscana - come i lavoratori e gli studenti fuori sede che mantengono la residenza nella Regione di origine - è appropriato che la Regione di residenza metta a disposizione la vaccinazione per questi soggetti con le stesse modalità previste in Toscana».

 

ALLE ORIGINI DELLA RECRUDESCENZA

I casi di meningite registrati negli ultimi due anni in Toscana sono praticamente doppi rispetto a quelli attesi. Nel 2015 le diagnosi sono state 38 (31 da meningococco C, 5 da meningococco B, una da meningococco W e una non tipizzata) rispetto alle 16 del 2010. La causa di questo aumento, come ricorda Francesco Mazzotta, direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze e membro della Commissione regionale sulle vaccinazioni, «è stata riscontata in una forma di meningococco C molto aggressivo (soprattutto sui ragazzi), il clone ST11, riscontrato in passato anche nel Veneto e in Provenza».

Ma nonostante siano stati messi a disposizione seicentomila dosi dell’antidoto e l’obiettivo del Governatore Enrico Rossi sia quello di «vaccinare 1,5 milioni di toscani», la percentuale di chi s’è immunizzato è ancora bassa. «La meningite è un problema endemico in Italia - afferma Massimo Andreoni, responsabile dell’unità operativa complessa di malattie infettive al policlinico Tor Vergata di Roma -. Piuttosto che creare allarmismo in casi di focolai specifici di meningite, occorre tenere alta l'attenzione e puntare sulla vaccinazione».

Anche nel cervello c'è un sistema immunitario

 

QUALI VACCINAZIONI IN ITALIA CONTRO LA MENINGITE?

Oltre a quella contro il meningococco C, il Piano Nazionale Vaccini (dunque senza costi per l’utente) comprende la vaccinazione contro lo pneumococco. Non ancora quelle contro il meningococco ACYW135 e quello contro il meningococco B, disponibile in Italia dal 2014. Due sono i vaccini attualmente disponibili per la meningite da pneumococco: uno raccomandato per i bambini di età inferiore ai cinque anni (utilizzabile anche a chi ha 50 o più anni), un altro utilizzato per gli anziani.

Contro il meningococco ACYW135 è disponibile un vaccino tetravalente, capace di garantire protezione e sicurezza oggi che la globalizzazione ha favorito lo scambio tra popolazioni e i flussi di immigrazione-emigrazione da un paese all’altro sono il tema del nuovo millennio. I vaccini oggi sono in grado di prevenire qualsiasi forma di meningite sul territorio italiano.

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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