Più alcol si beve, più batte forte il cuore (e non è un bene)
Il consumo di alcol può far aumentare la frequenza cardiaca, legata a un maggior rischio di ictus e infarto. I dati su tremila partecipanti all'Oktober Fest di Monaco di Baviera
Fino a pochi anni fa, anche se la credenza è dura a morire, erano in molti a pensare che un consumo moderato e costante di bevande alcoliche potesse fare bene al cuore. L'errata convinzione altro non era che la conseguenza di quello che è stato poi definito il paradosso francese: oltre le Alpi iniziò a farsi strada l'ipotesi che i consumi di vino rosso fossero alla base della ridotta mortalità per cause cardiovascolari. L'ipotesi è stata poi negli anni smentita a più riprese dai ricercatori, secondo cui in realtà il crescente consumo di alcolici determinerebbe un aumento della frequenza cardiaca. Rimane adesso da capire se questo effetto sia rilevabile soltanto nel breve termine o se permanga nel tempo, determinando così un disturbo del ritmo cardiaco che potrebbe anche aumentare l'insorgenza di eventi acuti cardio e cerebrovascolari: quali l'infarto e l'ictus cerebrale.
IL CUORE BATTE PIU' SPESSO SE SI CONSUMANO ALCOLICI
A confermare questa ipotesi è uno studio presentato a Barcellona, in occasione dell'ultimo congresso degli aritmologi della Società europea di Cardiologia. Il lavoro è stato illustrato dai ricercatori dell'ospedale di Monaco di Baviera che hanno valutato gli elettrocardiogramma di oltre tremila partecipanti all'Oktober Fest del 2015. «Più alcol si beve, più aumenta la frequenza cardiaca», è il sunto delle conclusioni della loro ricerca, che di fatto conferma evidenze sperimentali preliminari raccolte già alla fine degli anni '70. La deduzione è stata tratta incrociando l'esito degli esami che fotogravano l'attività elettrica del cuore e le concentrazioni di etanolo rilevate attraverso il respiro dei partecipanti allo studio: età media 35 anni, con una presenza femminile pari al trenta per cento. L'aumento della concentrazione di alcol nell'espirato è risultata associata a una tachicardia sinusale: ovvero all'innalzamento della frequenza cardiaca al di sopra di cento battiti al minuto.