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El Niño si rafforza: quali rischi per la salute?

L'evento climatico in corso potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale, con conseguenze sulla salute amplificate dal riscaldamento globale. Dalle malattie infettive agli effetti di caldo estremo, siccità e inondazioni

El Niño, il fenomeno climatico che influenza temperature e precipitazioni in diverse parti del mondo, si sta rafforzando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Secondo le più recenti valutazioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense, la probabilità che l'evento raggiunga un'intensità record nel trimestre ottobre-dicembre 2026 è dell'83%. Oltre agli effetti sul clima, un episodio di questa portata potrebbe avere conseguenze importanti sulla salute, dal rischio di malattie infettive agli impatti del caldo estremo, della siccità e delle inondazioni. In un recente commento pubblicato su The Lancet, gli esperti sottolineano la necessità di rafforzare le misure preventive.

COS'È EL NIÑO

El Niño è la fase calda dell'El Niño-Oscillazione meridionale (ENSO), un fenomeno climatico naturale caratterizzato da un aumento anomalo della temperatura delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale e dall'indebolimento degli alisei, i venti che soffiano da est verso ovest in questa zona. Si verifica generalmente ogni 2-7 anni e può durare fino a 18 mesi, influenzando temperature e precipitazioni in diverse parti del mondo.

Gli effetti cambiano a seconda dell'intensità dell'evento e delle aree interessate: in alcune regioni del Sud America, dell'Africa orientale e degli Stati Uniti meridionali può provocare piogge intense e inondazioni, mentre in Australia, Indonesia, Africa meridionale e parte dell'Asia meridionale può favorire la siccità.

LE PREVISIONI PER IL 2026-2027

Secondo le valutazioni di diversi enti specializzati, come l'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense e il servizio meteorologico nazionale britannico (Met Office), l'evento del 2026-2027 potrebbe raggiungere un'intensità molto elevata, con un possibile picco tra ottobre e dicembre 2026. Le anomalie della temperatura superficiale delle acque del Pacifico equatoriale orientale hanno già raggiunto, in alcune aree, valori prossimi a 4 °C sopra la media. Un dato che riguarda specifiche regioni oceaniche e che non va confuso con l'aumento della temperatura media globale.

Gli effetti potrebbero protrarsi anche nel 2027, un comportamento normale di El Niño, che contribuisce ad aumentare la temperatura media globale soprattutto nell'anno successivo al suo sviluppo. Il cambiamento climatico causato dalle attività umane potrà tuttavia accentuarne le conseguenze, rendendo più intensi fenomeni estremi come le ondate di calore e le precipitazioni abbondanti. Nel 2024, per esempio, la combinazione tra il forte El Niño del 2023-2024 e il riscaldamento globale ha contribuito a rendere quell'anno il più caldo mai registrato.

L'IMPATTO DI EL NIÑO SULLA SALUTE

El Niño è stato associato a numerosi effetti sulla salute, tra cui malattie infettive trasmesse da acque contaminate e da vettori, malnutrizione infantile e patologie correlate al caldo. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), gli eventi ENSO influenzano anche l'esposizione al fumo degli incendi boschivi, gli effetti di inondazioni e siccità sulla salute e sullo stato nutrizionale, nonché il numero di persone colpite da disastri climatici.

Gli impatti sono particolarmente gravi nei Paesi meno sviluppati, dove le risorse per affrontare le emergenze sono limitate e la vulnerabilità agli eventi estremi è maggiore. La dipendenza dall'agricoltura che si basa sulle piogge, le abitazioni poco protettive e l'accesso limitato all'assistenza sanitaria, all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari aggravano i rischi. Inoltre, in queste aree sono spesso già presenti malattie infettive la cui diffusione dipende dalle condizioni ambientali.

IL CASO DELL'AMERICA LATINA

Gli effetti sono ben documentati in America Latina e nei Caraibi, dove El Niño è associato a temperature più elevate, precipitazioni intense nel Messico settentrionale, in Perù, Ecuador, Cile e Uruguay, e siccità in America centrale, nel Brasile settentrionale, in Colombia e Venezuela. Nel 2023-2024, il fenomeno ha contribuito sia a gravi siccità sia a piogge intense e inondazioni, compromettendo la produzione agricola e aggravando la già precaria sicurezza alimentare.

Nello stesso periodo, la regione ha registrato la peggiore epidemia di dengue mai documentata, con aumenti dei casi segnalati fino al 600% in alcune aree. Le condizioni climatiche associate a El Niño possono favorire la proliferazione delle zanzare responsabili della trasmissione della malattia, anche se la diffusione della dengue dipende da numerosi altri fattori. Nel 2023, in concomitanza con l'inizio di El Niño, sono stati stimati in America Latina e nei Caraibi 8.436 decessi in eccesso legati alle ondate di calore.

LE CONSEGUENZE IN EUROPA

Gli effetti di El Niño potrebbero sentirsi anche in Europa, sebbene la sua influenza sul clima europeo sia meno diretta e prevedibile rispetto ad altre regioni del mondo. Le variazioni delle precipitazioni, della temperatura e dell'umidità possono modificare la diffusione di alcune malattie infettive, comprese quelle trasmesse da vettori come le zanzare. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) indica la malaria, la dengue e la febbre della Rift Valley tra le infezioni trasmesse da vettori più sensibili a El Niño.

Tuttavia, in Europa, uno degli effetti sanitari potrebbe derivare indirettamente dalle variazioni dell'incidenza e della distribuzione geografica delle infezioni in altre parti del mondo, con possibili conseguenze sui casi importati dai viaggiatori di ritorno, soprattutto per quanto riguarda le malattie trasmesse da vettori e quelle intestinali, piuttosto che da un aumento significativo delle infezioni contratte in loco.

Infatti, le variazioni delle precipitazioni, della temperatura, delle inondazioni e della siccità possono modificare le modalità di trasmissione delle infezioni a livello internazionale. Inoltre, nelle regioni maggiormente colpite, le inondazioni potrebbero compromettere le infrastrutture per l'approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari; la siccità, al contrario, potrà modificare le modalità di conservazione dell'acqua e compromettere la sicurezza alimentare. Gli eventi meteorologici estremi, infine, potranno influenzare gli spostamenti della popolazione e la capacità dei sistemi sanitari di affrontare le emergenze.

PREPARARSI A EL NIÑO

Se El Niño dovesse raggiungere l'intensità stimata, gli effetti sulla salute potrebbero essere amplificati dal riscaldamento globale. I rischi maggiori riguarderebbero le comunità già esposte a disuguaglianze sociali, sistemi sanitari fragili e insicurezza alimentare, aggravate anche dalle conseguenze persistenti di altre crisi sociali e sanitarie, compresi i conflitti globali.

Ma c'è una buona notizia: oggi, i modelli previsionali consentono di anticipare l'evoluzione del fenomeno con diversi mesi di anticipo, offrendo tempo prezioso per prepararsi ai possibili rischi per il clima e la salute e organizzare interventi preventivi. Su The Lancet, in particolare, gli autori indicano alcune priorità per prepararsi meglio a El Niño nel contesto del cambiamento climatico: integrare la tutela della salute nelle strategie internazionali, aiutare i governi ad attivare misure preventive e sistemi di allerta precoce e rafforzare il dialogo tra ricerca climatica e sanitaria. A questo si aggiungono la necessità di aggiornare le evidenze scientifiche e valutare l'efficacia e la sostenibilità economica degli interventi. Una sfida che richiede una collaborazione internazionale tra istituzioni, comunità scientifica e organizzazioni impegnate nella tutela della salute e dell'ambiente.

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