La citisina, farmaco per smettere di fumare già utilizzato in Italia in formulazione galenica, diventa rimborsabile per tutti i pazienti che accedono ai centri antifumo grazie a una nuova formulazione industriale. Il 19 dicembre l’Aifa ha dato il via libera alla rimborsabilità del farmaco da parte Servizio Sanitario Nazionale, con successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Negli ultimi giorni, questo farmaco è stato spesso presentato come una novità assoluta o addirittura come “il primo farmaco per smettere di fumare”, ma non è così. Per fare chiarezza abbiamo chiesto il commento della dottoressa Chiara Veronese, farmacologa della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
LA CITISINA NON È UNA SCOPERTA RECENTE
La citisina non è una scoperta recente: esiste da tempo ed è già stata utilizzata in Italia in formulazione galenica, preparata cioè direttamente in farmacia per chi è munito di prescrizione medica.
«Si tratta di un principio attivo noto, con un impiego consolidato nei percorsi di disassuefazione dal fumo», chiarisce la dottoressa Veronese. «Allo stesso modo, non si può parlare di primo farmaco rimborsabile in senso assoluto. In passato, infatti, era disponibile anche la vareniclina, un altro trattamento farmacologico per smettere di fumare, oggi fuori commercio ma attesa nuovamente a breve».
CHI HA DIRITTO ALLA CITISINA GRATUITAMENTE?
La vera novità riguarda piuttosto un altro aspetto. La citisina arriva oggi in una formulazione industriale e, soprattutto, diventa rimborsabile per tutti i pazienti che accedono ai centri antifumo. Un cambiamento significativo in termini di accesso alla terapia, che potrebbe ampliare in modo importante la platea di persone trattate.
«La vareniclina era fornita gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale solo per pazienti con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva diagnosticata (BPCO), e per cardiopatici», ricorda Chiara Veronese. «Erano dunque esclusi, ad esempio, pazienti oncologici privi di queste caratteristiche e tutti i fumatori sani. Per la citisina, invece, gli unici criteri di rimborsabilità sono avere un’età superiore a 18 anni, desiderare di smettere di fumare, aver ricevuto adeguato counselling e non aver ricevuto precedenti cicli di trattamento con citisina in regime di rimborsabilità».
Per questioni di sicurezza, per assumere citisina non bisogna avere insufficienza renale grave, anamnesi di infarto miocardico recente, essere in gravidanza o avere allergie al principio attivo e agli eccipienti del farmaco.
«Anche pazienti sani e, in generale, persone che non abbiano BPCO o cardiopatie, possono ricevere il farmaco gratuitamente. Questo è un grande passo avanti per evitare che i fumatori arrivino alla patologia per essere meritevoli di essere aiutati a smettere di fumare».
COME SI ASSUMERÀ LA NUOVA CITISINA?
Uno dei punti centrali di novità riguarda lo schema terapeutico. La nuova confezione rimborsabile conterrà 100 compresse, sufficienti per un ciclo di 25 giorni.
Questo rappresenta un cambiamento rispetto alla citisina galenica, che seguiva uno schema più lungo, generalmente di 40 giorni.
«Lo schema di assunzione della citisina galenica è più lungo e graduale, quindi più “dolce”», spiega Chiara Veronese. «Il dosaggio aumenta progressivamente nei giorni, permettendo di monitorare eventuali fastidi ed effetti collaterali, e facilitando la cessazione graduale del fumo entro circa 14 giorni. Al contrario, con la citisina industriale, la terapia prevede l’assunzione di numerose compresse già nei primi giorni e il fumatore dovrebbe smettere entro i primi cinque giorni. Questo approccio più rapido è comunque valido e testato, ma meno graduale rispetto allo schema galenico. Dopo il venticinquesimo giorno, se il paziente desidera proseguire, può acquistare una seconda confezione in farmacia, per un centinaio di euro».
QUANDO SARÀ DISPONIBILE?
L’introduzione della rimborsabilità apre anche interrogativi pratici e organizzativi: quando sarà disponibile e soprattutto, le scorte saranno sufficienti a soddisfare le richieste?
«Potremo iniziare a prescrivere la citisina rimborsabile non appena il farmaco sarà effettivamente disponibile nelle farmacie dei centri antifumo, quindi all’interno di ospedali e asl», spiega la dottoressa. «L’erogazione, infatti, è riservata a questi centri specializzati: non può essere semplicemente prescritta dal medico di base, perché il trattamento per smettere di fumare non si esaurisce nel farmaco. È fondamentale una presa in carico completa del paziente, che include una visita pneumologica e un’anamnesi tabagica approfondita. Successivamente, in accordo con lo specialista, si sceglie la terapia più adatta, si definisce la data di inizio del trattamento e si programmano supporto psicologico e counseling comportamentale. Senza questo accompagnamento, l’efficacia della terapia si riduce sensibilmente».
LE SCORTE SARANNO SUFFICIENTI?
Per quanto riguarda le scorte, è probabile che siano sufficienti, ma per un motivo strutturale.
«I centri antifumo – spiega la dottoressa Chiara Veronese – possono seguire solo un numero limitato di pazienti, per carenza di personale e risorse. I volumi, quindi, non sono destinati ad aumentare in modo significativo nel breve periodo. Inoltre, non tutti i pazienti sceglieranno la citisina. Alcuni potranno orientarsi verso altre opzioni terapeutiche, come la vareniclina, che tornerà disponibile, o la terapia nicotinica sostitutiva. Il vero limite oggi non è tanto la disponibilità del farmaco, quanto la capacità del sistema di prendere in carico un numero maggiore di fumatori»
La citisina, dunque, non è una novità assoluta, ma il suo nuovo status di farmaco rimborsabile rappresenta un passaggio importante nelle politiche di contrasto al fumo.


