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Ginecologia

Così l’inquinamento da farmaci minaccia la salute dei fiumi

L’inquinamento da farmaci è un problema diffuso. I possibili effetti negativi sugli ecosistemi fluviali dei residui di medicinali che usiamo (non sempre al meglio)

Ogni giorno usiamo farmaci necessari alla nostra salute, ma qual è il loro impatto sull'ambiente e in particolare sulla salute delle acque dei fiumi? Lo ha rilevato uno studio dedicato all'inquinamento da farmaci e condotto in 104 paesi dai ricercatori del Dipartimento di Geografia ambientale dell’Università di York (UK) e recentemente pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry. Ecco quali sono stati i loro risultati. 

QUASI 2.000 PRINCIPI ATTIVI UTILIZZATI

Partendo dal presupposto che sono oltre 1.900 i principi attivi farmaceutici (API) che vengono utilizzati per trattare e prevenire le malattie nell’uomo, è inevitabile che queste sostanze vengano emesse nell'ambiente naturale durante la loro produzione, uso e smaltimento. Non sorprende dunque che un'ampia gamma di prodotti farmaceutici sia stata rilevata nelle acque superficiali di molte regioni del mondo. Nello specifico, da questa ricerca è emerso che il 43,5% (461 siti) delle 1.052 località di campionamento monitorate in 104 paesi presentava concentrazioni di ingredienti farmaceutici attivi preoccupanti, ossia oltre la soglia di sicurezza. Circa il 34,1% delle 137 campagne di campionamento aveva almeno un luogo in cui le concentrazioni avevano un potenziale effetto eco-tossicologico, cioè risultavano pericolose per gli organismi che vivono nei fiumi e, a cascata, dannose per interi ecosistemi, a prescindere da quelli acquatici in senso stretto.

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