La cicogna a volte fa dei giri tortuosi e ci vuole un buon senso dell’orientamento per andarle dietro, sapendo che non sempre si riesce ad acchiapparla. Per le oltre 77.000 coppie che in Italia ogni anno iniziano un ciclo di fecondazione assistita un buon punto di partenza è orientarsi nella scelta del centro specialistico a cui rivolgersi. La Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della Riproduzione (Sifes-Mr) ha proposto alcuni consigli utili.
CINQUE REGOLE PER LE COPPIE
- Diffidare di centri che promettono risultati mirabolanti.
- Privilegiare un centro dove, oltre alla capacità di diagnosticare correttamente il problema e offrire trattamenti adeguati, vi siano «personale compassionevole, prezzi chiari, processi amministrativi senza soluzione di continuità e un ottimo supporto emotivo».
- «Dopo 8 cicli completi, quello che viene definito l'optimal CLBR (Cumulative Live Birth Rate) è stato computato nel 82,4%. Chiunque faccia promesse di risultati migliori in pochi cicli o con tecniche mirabolanti va valutato criticamente, prendendone le distanze».
- L’attività di ricerca conta. Per sapere se i medici a cui ci si affida hanno una buona produzione scientifica si può consultare il database delle riviste scientifiche del National Center for Biotechnology Information di Bethesda e cercate il nome del medico che dirige il centro.
- Come farsi un’idea delle proprie possibilità di riuscita (e non di quelle generali)? Gli specialisti Sifes-Mr suggeriscono di confrontare la prognosi di risultato ipotizzata dal centro scelto con quella prodotta dall'algoritmo del database http://www.ivfpredict.com. «Avrete così un'idea sul fatto che possiate essere o meno sul sentiero giusto per arrivare al bimbo in braccio».







