Se ne parla sempre a ridosso dell’estate, ma questa volta non a scopo preventivo. I dati che riguardano le malattie sessualmente trasmissibili sono in crescita, in conseguenza di una scarsa educazione dei giovani: spesso inconsapevoli dei rischi in cui si imbattono.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, dei 448 milioni di nuovi casi che si registrano ogni anno nel mondo, 111 milioni interessano gli under 25.
SERVE PIU' ATTENZIONE
Le infezioni sessuali spesso sono poco sintomatiche, motivo per cui si fa fatica a riconoscerle. In più sono perfettamente curabili, in buona parte con una terapia antibiotica da somministrare a entrambi i partner: motivo che spinge i più giovani a osare.
Ciò che non si sa, o si trascura, è che se sottovalutate, le malattie a trasmissione sessuale possono determinare sterilità, tumori, problemi in gravidanza e parto prematuro. «Strano paradosso quello dei giovanissimi: il sesso non è più tabù, ne parlano e lo praticano precocemente ma scarseggia l'informazione corretta sulla sicurezza e la salute sessuale.
Di eventuali problemi non parlano né col medico né con i genitori, al limite scambiano informazioni tra loro, il più delle volte sbagliate», spiega Barbara Suligoi, direttore del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità che negli ultimi anni ha monitorato un aumento esponenziale di malattie sessualmente trasmissibili ritenute scomparse: come sifilide, clamidia e gonorrea. «Dal 1991 al 2011 il sistema di sorveglianza basato su centri sentinella italiani ha segnalato più di 85mila nuovi casi, circa il 20% riguardanti i giovani tra 15 e 24 anni».







