La patologia è complessa e per conoscerla occorreranno ancora diversi anni. Ma sono sempre di più le ricerche che ipotizzano che alla base dell’autismo ci sia una differenza morfologica nella corteccia cerebrale. A essere coinvolta, in particolare, sarebbero la corteccia visiva collegata e un’area della corteccia prefrontale implicata nello sviluppo delle emozioni.
LE ALTERAZIONI DELLA CORTECCIA
Il disturbo dello spettro autistico, di cui oggi si celebra la giornata mondiale, ha un’origine ancora sconosciuta. Negli ultimi anni, visto anche lo sviluppo delle diagnostica per immagine, la ricerca si è concentrata sulle possibili anomalie nelle relazioni tra le diverse aree della corteccia. E i primi riscontri non stanno tardando ad arrivare. A leggere le conclusioni di uno studio pubblicato su Brain, emerge come nei soggetti autistici le connessioni tra la corteccia visiva e quella prefrontale ventromediale, implicata nello sviluppo delle emozioni, sarebbero di molto ridotte, con importanti ripercussioni sui comportamenti sociali. Ciò che in pratica caratterizza un ragazzo autistico, abituato ad assumere atteggiamenti ripetitivi, identificabile per un disinteresse verso qualsiasi attività e talvolta incapace di riconoscere un viso familiare.







