Epilessia: in quali casi può essere utile la dieta chetogenica
La dieta chetogenica può rappresentare un'opzione terapeutica per quei casi di epilessia che non rispondono ai farmaci e non possono essere trattati chirurgicamente
Può un particolare regime alimentare essere d'aiuto per curare una malattia neurologica? La domanda offre lo spunto per parlare del potenziale della dieta chetogenicanel trattamento di alcune particolari forme di epilessia: quelle che non rispondono ai farmaci disponibili. La risposta è affermativa. Esistono però diverse limitazioni da considerare, che riguardano l'indicazione terapeutica, il target dei potenziali pazienti e il tasso di risposta.
L'epilessia colpisce l'1 per cento della popolazione: poco più di 500mila persone, in Italia. La malattia neurologica si manifesta con crisi di vario tipo, spesso convulsive e talvolta fatali. Per questo è importante agire il prima possibile, con l'obbiettivo di evitarne la comparsa. Se nella maggior parte dei casi i farmaci risultano efficaci, questo non è quello che accade in un terzo dei pazienti. In simili situazioni, l'alternativa è rappresentata dall'intervento chirurgico, che prevede l'asportazione dell'area «epilettogena» del cervello (se di estensione limitata). C'è un però: soltanto il 10-15 per cento delle persone che soffre di epilessia resistente ai farmaci è candidato a entrare in sala operatoria. Per tutti gli altri, al momento, ci sono due opportunità: la stimolazione del nervo vago e la scelta della dieta chetogenica, per quella che può essere considerata a tutti gli effetti una terapia nutrizionale.