Le ondate di calore delle ultime estati aggiungono un rischio in più per chi è in cura per un tumore: il caldo può peggiorare effetti collaterali come nausea, diarrea e stanchezza, favorendo la disidratazione. Le terapie non vanno sospese o modificate per questo, ma la loro gestione richiede più attenzione nei mesi più caldi.
«Il caldo non deve portare i pazienti a modificare o interrompere autonomamente le cure oncologiche. Deve però aumentare l'attenzione. Il rischio riguarda soprattutto anziani, chi vive solo, chi ha già problemi renali o cardiaci e chi assume molti farmaci» spiega il professor Michele Maio, ordinario di Oncologia Medica dell'Università di Siena, direttore del Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese e presidente di Fondazione NIBIT.
PERCHÉ IL CALDO PUÒ CREARE PROBLEMI
Con il caldo l'organismo perde più liquidi attraverso la sudorazione. Nei pazienti oncologici il rischio di disidratazione si somma a effetti collaterali già presenti — nausea, vomito, diarrea, mucositi — e ad alcuni farmaci che agiscono su rene, pressione o pelle. Non tutti hanno lo stesso rischio: conta il tipo di tumore e di trattamento, l'età, e le condizioni cliniche generali.
PER TIPO DI TERAPIA
Chemioterapia
«Il rischio principale è la disidratazione da nausea, vomito o diarrea. Una diarrea intensa o persistente, associata a febbre o marcata debolezza, non è mai un sintomo da gestire con leggerezza: può compromettere la funzione renale e la possibilità di proseguire le cure nei tempi previsti» spiega l'esperto. Le terapie antiemetiche vanno usate secondo le indicazioni ricevute. Se non funzionano, va contattato il centro oncologico.
Immunoterapia
Agendo sul sistema immunitario, può causare tossicità a carico di intestino, polmoni, fegato, rene o pelle. In estate il rischio specifico è attribuire al caldo sintomi — debolezza, diarrea, tosse, fiato corto — che potrebbero invece essere legati alla terapia. «Il caldo può contribuire, ma non deve diventare una spiegazione automatica. In questi casi è meglio avvisare sempre il centro oncologico, perché un riconoscimento precoce permette di controllare meglio il problema» spiega Maio.
Terapie mirate
Alcuni farmaci a bersaglio molecolare causano diarrea, con lo stesso rischio di perdita di liquidi visto per la chemioterapia; altri provocano rash cutanei o maggiore sensibilità della pelle, che sole e sudore peggiorano; altri ancora influiscono su pressione e funzione renale, aspetti che in una persona disidratata richiedono più prudenza. «Le terapie orali non sono terapie leggere o prive di effetti collaterali. Chi le assume a domicilio deve sapere cosa controllare e quando avvisare il medico» precisa l'esperto.
Terapie ormonali
Non danno gli effetti acuti tipici della chemioterapia, ma possono causare vampate, sudorazione e stanchezza — sintomi che il caldo accentua — al punto che il paziente è tentato di saltare qualche dose. È un errore da evitare: spesso è possibile intervenire sui sintomi senza compromettere la continuità del trattamento.
Radioterapia
La pelle nella zona trattata, già più sensibile, va protetta dall'esposizione solare e dal sudore, usando solo prodotti consigliati dal team curante. Nei trattamenti a testa-collo, torace, addome o pelvi, eventuali difficoltà ad alimentarsi o bere vanno sempre segnalate.
COSA FARE
Di fondamentale importanza è evitare il fai da te. «Bere con regolarità, senza aspettare la sete, è la precauzione più importante, salvo diverse indicazioni del medico per chi ha limitazioni ai liquidi. Nausea, vomito e diarrea vanno trattati subito con i farmaci prescritti. È utile evitare gli spostamenti nelle ore più calde, proteggere la pelle e privilegiare pasti piccoli, frequenti e digeribili, anche eventualmente su indicazione del nutrizionista. I farmaci vanno conservati lontano da calore e luce diretta, mai in auto» spiega Maio.
QUANDO CHIAMARE L'ONCOLOGO
Vanno segnalati: febbre; vomito o diarrea che non si riescono a controllare con le terapie già prescritte dall'oncologo; urine scarse o molto scure; capogiri, confusione o sonnolenza insolita; debolezza improvvisa; tosse di nuova insorgenza o fiato corto; rash cutaneo importante; difficoltà a bere o mangiare per oltre 24 ore. In caso di confusione, perdita di coscienza o difficoltà respiratoria, rivolgersi ai servizi di emergenza.
«L'obiettivo non è modificare le cure oncologiche per l'estate ma aiutare ogni paziente ad affrontarle nelle migliori condizioni possibili» conclude Maio.


