I numeri ufficiali, per quel che riguarda l’Italia, non arriveranno prima della fine dell’anno. Ma considerando che il calo era già in atto, ci sono pochi elementi per essere fiduciosi. Nel nostro Paese la ricerca clinica - quella che attraverso varie fasi porta allo sviluppo di nuove terapie - uscirà ridimensionata dalla pandemia di Covid-19. Ulteriormente, visto che una flessione (-4 per cento) rispetto all'anno precedente era già stata registrata nel 2019. Medici e ricercatori, memori dell’esperienza accumulata nell’ultimo anno, ne sono certi. Da qui l’allarme lanciato dalla Federazione Italiana dei Gruppi di ricerca in Oncologia (FICOG) e delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), da Alleanza contro il Cancro (ACC), dalla Fondazione GIMEMA e dal Gruppo Italiano Data Manager (GIDM). E che ha portato gli esperti a scrivere al Premier Mario Draghi e ai ministri Roberto Speranza (Salute) e Cristina Messa (Università e della Ricerca) per chiedere che una quota dei 20 miliardi del Recovery Plan indirizzati alla sanità siano riservati alla ricerca clinica indipendente.
Come far ripartire la ricerca clinica dopo la pandemia
Gli esperti chiedono al Governo meno burocrazia e più risorse per far ripartire la ricerca che punta a individuare nuove soluzioni terapeutiche
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