Da diverse settimane tutti i giornali parlano del glifosato, un diserbante non selettivo che oggi risulta utilizzato in 140 Paesi nel mondo, compresa tutta l’Europa. Prima l’allarme scattato in Germania per la sua rilevazione - da parte dell’Istituto per l’ambiente di Monaco - all’interno di 14 marche di birra oltre il livello di 0,1 microgrammi, limite consentito dalla legge per l’acqua potabile. Poi la notizia della «battaglia» politica in corso a Bruxelles, dove la Commissione Europea è chiamata a decidere entro giugno sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato nel Vecchio Continente per altri quindici anni . Ma perché c’è tanto interesse attorno a questo diserbante? Cerchiamo di fare chiarezza.
Cos’è il glifosato?
Il glifosato è un diserbante sistemico e viene definito «totale», ovvero non in grado di agire in maniera selettiva. L’assorbimento avviene a livello fogliare, ma nell’arco di sei ore l’erbicida risulta diffuso in tutta la pianta. Il disseccamento si registra in poco meno di due settimane ed è dovuto all’azione chelante del glifosato, in grado di sottrarre alcuni micronutrienti (ferro, magnesio) cruciali per la vita e lo sviluppo delle piante.







