Melanoma fa rima con immunoterapia. Se oggi molti tumori possono essere affrontati con successo lo si deve alla rivoluzionaria idea che sta alla base dell'immunoterapia: stimolare il sistema immunitario affinché riconosca ed elimini le cellule cancerose. I primi a beneficiare di questo approccio sono stati proprio le persone con melanoma metastatico, una malattia che sino al 2011 rappresentava una condanna. Oggi, grazie all'utilizzo combinato di più immunoterapici (ipilimumab e nivolumab), il 48% dei pazienti è vivo a 7 anni e mezzo dalla diagnosi. I risultati dello studio Chechmate-067 sono stati presentati al congresso dell'American Society of Clinical Oncology di Chicago (ASCO), il più importante appuntamento mondiale dedicato alla ricerca clinica sul cancro.
MELANOMA APRIPISTA
A dare il via all'era dell'immunoterapia, il quarto pilastro delle cure anticancro dopo chirurgia, chemio e radioterapia, è stato il melanoma, un tumore che solo poco più di dieci anni fa era considerato tra i più temibili perché essenzialmente privo di cure. Prima del 2011, anno in cui è stato approvato il primo immunoterapico della storia, l'aspettativa di vita media per un melanoma metastatico era di soli 9 mesi dalla diagnosi. «Oggi -spiega Paolo Ascierto, Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del "Pascale" di Napoli- la situazione è radicalmente cambiata e il melanoma metastatico può essere considerato a tutti gli effetti una malattia cronica».







