Più di 2 milioni di casi di tumori ogni anno sono dovuti a infezioni. In cima alla lista quelli dello stomaco, a seguire quelli del collo dell'utero e del fegato
Indipendentemente dal tipo, un tumore è sempre causato da una mutazione che si verifica nei nostri geni. Tra le possibili cause, vi sono alcuni batteri e virus cancerogeni certi per l'uomo. Nel 2018, secondo le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health, sono state 2.2 milioni le persone che hanno ricevuto una diagnosi oncologica per «colpa» di uno di essi. Un paziente su 9, a conti fatti, è entrato a contatto con uno dei patogeni in grado di farci ammalare di cancro.
Sappiamo ormai da oltre mezzo secolo che diverse infezioni possono determinare l'insorgenza di un tumore. Le prime conoscenze in questo campo risalgono all'inizio del 1900. Fu il patologo Peyton Rous, responsabile di un laboratorio di ricerca al Rockfeller Institute di New York, a scoprire che i polli avevano un rischio più alto di ammalarsi di sarcoma dopo aver contratto un'infezione virale. La sua scoperta venne ritenuta sensazionale, «perché all'epoca si pensava che i tumori fossero esclusivamente originati da cellule anomale dell'organismo», afferma Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia e autore di «Quando la cellula perde il controllo» (Zanichelli). L'agente eziologico prese il nome dello scienziato che l'aveva scoperto, premiato nel 1966 con il Nobel per la Medicina: virus del sarcoma di Rous. Successivamente furono chiariti anche i passaggi della «conversione» di una cellula sana in una cancerosa, con l'integrazione dei geni del virus con il corredo genetico del «bersaglio».E, a seguire, furono progressivamente identificati i diversi patogeni in grado di causare tumori.
I CORRETTI STILI DI VITA DA ADOTTARE PER PREVENIRE I TUMORI