Nel 2025 sono state invitate 17.717.331 persone a partecipare ai programmi organizzati di screening oncologico in Italia, e 7.514.527 hanno risposto all'invito, pari al 42,4% degli invitati. È quanto emerge dal Rapporto Nazionale Screening, che fotografa la copertura degli esami di prevenzione per tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto attivi sul territorio nazionale. I dati confermano un trend positivo per lo screening mammografico e colorettale, mentre lo screening cervicale registra un calo. Resta forte il divario tra Nord e Sud, anche se le regioni meridionali mostrano segnali di recupero, in particolare sulla mammografia.
CHE COSA SONO GLI SCREENING ONCOLOGICI
Gli screening oncologici organizzati sono programmi di prevenzione secondaria: non impediscono l'insorgenza del tumore, ma permettono di individuarlo in una fase precoce, quando le probabilità di cura sono più alte e le terapie meno invasive. In Italia i programmi coprono tre patologie — mammella, cervice uterina e colon-retto — attraverso l'invito attivo della popolazione target da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
COME LEGGERE I DATI
L'efficacia di questi programmi si misura attraverso due indicatori distinti, che raccontano due fasi diverse del processo. L'estensione misura la capacità organizzativa del sistema sanitario: è il rapporto tra le persone effettivamente invitate e quelle che ne avrebbero diritto (al netto di chi va escluso, ad esempio perché già in cura o già seguito da un altro percorso). Un'estensione del 100% significa che la ASL ha raggiunto con l'invito tutta la popolazione target prevista per quell'anno; valori superiori possono dipendere da recuperi di ritardi accumulati in anni precedenti, mentre valori inferiori segnalano un'offerta di programma ancora incompleta.
L'adesione corretta misura invece la risposta dei cittadini: è il rapporto tra chi, una volta invitato, si presenta effettivamente a fare l'esame e il totale degli invitati (sempre al netto delle esclusioni intervenute dopo l'invito). È qui che entrano in gioco fattori individuali — fiducia nel sistema sanitario, consapevolezza, ostacoli pratici o culturali — che l'organizzazione da sola non può risolvere.
Dal prodotto di questi due indicatori nasce la copertura da esami, che è la sintesi complessiva: rappresenta la quota di popolazione avente diritto che è stata effettivamente esaminata, ed è insieme lo specchio di quanto bene funziona l'offerta e di quanto i cittadini rispondono a quell'offerta. Una copertura bassa può quindi dipendere da un problema di estensione (il sistema non invita abbastanza persone), di adesione (le persone invitate non rispondono), o da entrambi — ed è proprio questa scomposizione a rendere i due indicatori più utili, presi singolarmente, della sola copertura finale per capire dove intervenire.
SCREENING CERVICALE: ADESIONE ANCORA BASSA
Nel 2025 sono state invitate 3.639.937 donne tra i 25 e i 64 anni, con un'estensione degli inviti pari al 107% — un valore superiore al 100% dovuto anche ai diversi intervalli previsti tra Pap test (3 anni) e test HPV (5 anni). Solo 4 regioni (P.A. Bolzano, Campania, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia) restano sotto la soglia ottimale del 90%. Le donne che hanno risposto sono state 1.497.603, per un'adesione complessiva del 43,5%, in aumento di 1,5 punti rispetto al 2024. Il dato nasconde però un forte squilibrio territoriale: si va dal 16,7% della Calabria al 72% del Friuli Venezia Giulia. La copertura da esami si ferma al 48,4%, in calo di 2,6 punti sull'anno precedente — l'unico indicatore in flessione tra i tre screening.
SCREENING MAMMOGRAFICO: MIGLIORANO LE COPERTURE
La mammografia di screening è stata offerta a 4.086.909 donne, con un'estensione del 96,1%, in lieve calo rispetto al 97,3% del 2024. Il divario resta netto: 101,8% al Nord, 99,6% al Centro, 85,6% al Sud e Isole. L'adesione corretta sale invece al 58,4%, con un incremento di oltre 4 punti — trainato soprattutto dal Sud e Isole, dove cresce di 7 punti fino al 47,9%. È il miglioramento più marcato tra tutti gli screening: la copertura complessiva sale al 53,1%, con un balzo di quasi 6 punti nell'area meridionale rispetto al 2024. Calabria e Valle d'Aosta restano i casi più critici sul fronte dell'estensione degli inviti.
SCREENING COLON-RETTALE: LUCI ED OMBRE
Per la ricerca del sangue occulto nelle feci sono state invitate 8.249.833 persone tra i 50 e i 69 anni, in crescita rispetto alle 7.984.447 del 2024, pari al 98,2% della popolazione avente diritto. Per la prima volta il Sud e le Isole superano il 90% di estensione (91%, +6 punti). L'adesione, però, resta sostanzialmente stabile al 35,8%, con un divario territoriale ancora molto ampio: dal 47,2% del Nord al 22,1% del Sud e Isole, con la Calabria ferma al 6,4% contro il 65,3% del Veneto. La copertura complessiva sale comunque lievemente al 34,9%, il valore più basso tra i tre screening.
I NUOVI INVITI ESTESI ALLE FASCE DI POPOLAZIONE
Diverse Regioni hanno iniziato ad ampliare l'offerta oltre le fasce previste dai Livelli Essenziali di Assistenza: lo screening mammografico è stato esteso alle 45-49enni (estensione 31,2%, adesione 63,9%) e alle 70-74enni (estensione 50,3%, adesione 67,8%), mentre lo screening colorettale è stato allargato ai 70-74enni (estensione 44%, adesione 46,1%). Un'evoluzione ancora disomogenea sul territorio, ma che segna la direzione indicata dal Piano Oncologico Nazionale 2023-2027.


