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Pediatria

Allergie in aumento: colpa anche del cambiamento climatico

Da anni l'aumento delle temperature rende il periodo dell'impollinazione più lungo e intenso. Così cresce il fronte delle persone sensibili a più allergeni

Primavera, tempo di allergie. Bella per molti, la stagione che è alle porte non è tale per chi è ipersensibile ai pollini. Un fronte costituito da quasi dieci milioni di italiani, da anni abituati a convivere con sintomi più accentuati e duraturi. Al di là della pianta che è causa del problema, infatti, oggi l’impollinazione è un processo più lungo e intenso. La causa è da ricercare (anche) nell’aumento delle temperature durante l’inverno. Quanto meno è rigido il periodo compreso tra dicembre e marzo, tanto più accentuate sono le allergie di primavera. Una (ulteriore) dimostrazione di quanto il cambiamento climatico in atto abbia ripercussioni dirette sulla salute

PIÙ ALLERGIE INSIEME PER 8 PERSONE SU 10

Quello che si osserva ormai da un paio di lustri è che - parallelamente all’aumento delle temperature medie - è cresciuto il numero di persone allergiche. A provocare le reazioni, in questo periodo, sono soprattutto le graminacee (dei campi), la paritaria (in città), l’ontano e la betulla. Ma a crescere è anche il fronte degli allergici al nocciolo, al cipresso e all’ambrosia. «Queste sono le specie polliniche più frequenti e che generano il maggior numero di casi di allergia», spiega Gianenrico Senna, responsabile del centro asma e allergie del Policlinico Universitario di Verona. Il tasso crescente di anidride carbonica disciolta in atmosfera - frutto soprattutto del ricorso ai combustibili fossili - sta rendendo più lunghi e intensi i periodi di impollinazione. Ma il polline, oltre a essere una tra le più importanti fonti di allergie, è in grado anche di favorire il rilascio di mediatori in grado di stimolare una reazione infiammatoria e una risposta immunitaria nel nostro organismo. La complessità di questa azione sarebbe alla base dell'aumento dei «polisensibili». Si tratta di persone che sviluppano una reazione eccessiva a più specie polliniche, contemporaneamente. Un problema che oggi, in Italia, riguarda 8 allergici su 10. «Sono pazienti che stanno male per un periodo più lungo, talvolta anche da marzo a ottobre».

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