Il «lotus birth», ovvero la metodica che non prevede il taglio del cordone ombelicale al momento del parto, è da evitare e risulta vietato negli ospedali italiani. Ma in realtà su quale possa essere il momento ideale per procedere alla separazione definitiva tra la mamma e il neonato, i neonatologi e le ostetriche discutono da tempo. È però opinione ormai condivisa che il clampaggio del cordone ombelicale non debba avvenire immediatamente.
MEGLIO ATTENDERE DA UNO A TRE MINUTI
«Attualmente le principali linee guida suggeriscono di ritardare la procedura per un periodo compreso tra uno e tre minuti - afferma Paola Saracco, ematologa pediatra all'Ospedale Regina Margherita di Torino -. In questo modo si favorisce un miglior adattamento del neonato e si aumentano le riserve di ferro all'interno del suo corpo. L'indicazione è considerata valida anche per i prematuri che non necessitano di rianimazione, con la differenza che in questo caso si ritengono sufficienti trenta secondi». Sono diversi in effetti gli studi - l'ultimo dei quali pubblicato a gennaio sulla rivista Jama Pediatrics - che hanno evidenziato una riduzione dell'incidenza del deficit di ferro nel bambino tra i tre e i sei mesi. Mentre nei prematuri la procedura ritardata determina anche altre conseguenze favorevoli: una ridotta incidenza di ipotensione, emorragie intraventricolari e sepsi e un minor ricorso alle trasfusioni di sangue nel periodo trascorso in terapia intensiva neonatale.







