Le ondate di calore sono sempre più frequenti, intense e prolungate e rappresentano un rischio soprattutto per i bambini, che regolano la temperatura corporea meno efficacemente degli adulti e dipendono da chi si prende cura di loro per idratarsi e proteggersi dal sole. Crampi, esaurimento da calore e colpo di calore non sono sinonimi, ma condizioni diverse per gravità che è importante saper riconoscere. Abbiamo chiesto al dottor Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, quali sono i sintomi da non sottovalutare, quando è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso e come prevenire questi disturbi.
LE DIVERSE PATOLOGIE DA CALORE
Le patologie da calore rappresentano uno spettro di gravità crescente.
- I crampi sono la forma più lieve e si manifestano con contrazioni muscolari dolorose, soprattutto dopo un'attività fisica intensa in ambiente caldo, e sono legati alla perdita di acqua e sali minerali.
- L’esaurimento da calore è una condizione più importante, dovuta alla disidratazione e all'incapacità dell'organismo di disperdere efficacemente il calore. Il bambino appare molto stanco, pallido, sudato, può lamentare mal di testa, nausea, vomito, vertigini e debolezza. La temperatura corporea può essere aumentata, ma generalmente rimane inferiore a 40°C.
- Il colpo di calore è un'emergenza medica. Si verifica quando i meccanismi di termoregolazione falliscono e la temperatura corporea supera generalmente i 40°C. Oltre all'aumento della temperatura, compaiono alterazioni dello stato neurologico, come confusione, sonnolenza marcata, perdita di coscienza o convulsioni. È una condizione potenzialmente pericolosa per la vita e richiede un intervento immediato.
Nei bambini piccoli il rischio è maggiore perché il loro organismo regola la temperatura meno efficacemente rispetto agli adulti e dipendono dai genitori per l'idratazione e la protezione dal caldo.
I SINTOMI DA NON SOTTOVALUTARE
I sintomi da non sottovalutare sono quelli che indicano una compromissione dello stato generale o del sistema nervoso.
È necessario rivolgersi rapidamente al Pronto Soccorso se il bambino presenta:
- temperatura corporea molto elevata, soprattutto oltre i 40°C,
- alterazione dello stato di coscienza, confusione, difficoltà a risvegliarsi o comportamento insolito,
- convulsioni,
- difficoltà respiratoria,
- vomito persistente che impedisce di bere,
- segni di grave disidratazione, come bocca molto asciutta, assenza di lacrime, occhi infossati, ridotta produzione di urine o estrema sonnolenza,
- perdita di coscienza.
Anche un lattante che appare particolarmente abbattuto, rifiuta completamente di alimentarsi o presenta una riduzione importante della diuresi merita una valutazione medica tempestiva.
MAI SOTTOVALUTARE IL RISCHIO
Gli errori più frequenti che vedo fare alle famiglie durante le ondate di calore sono legati alla sottovalutazione del rischio.
Tra questi:
- esporre i bambini al sole nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 17,
- aspettare che il bambino chieda da bere, mentre soprattutto i più piccoli vanno invitati a bere frequentemente,
- praticare attività sportive intense nelle ore di massimo caldo,
- vestire i bambini con indumenti troppo pesanti o poco traspiranti,
- lasciare anche per pochi minuti un bambino in un'automobile parcheggiata, un comportamento estremamente pericoloso,
- sottovalutare i primi sintomi di disidratazione o affaticamento.
COME INTERVENIRE
In caso di colpo di calore si parla di emergenza tempo-dipendente dove ogni minuto è importante. Per questo occorre chiamare immediatamente il 112 se si ha il sospetto che si stia verificando.
Nell'attesa dei soccorsi bisogna:
- portare il bambino in un ambiente fresco, ombreggiato o climatizzato,
- rimuovere gli indumenti in eccesso,
- se il bambino è vigile e riesce a bere senza difficoltà, può assumere piccoli sorsi di acqua,
- se invece è confuso, molto sonnolento o incosciente, non bisogna somministrare liquidi per bocca per evitare inalazione.
È importante ricordare che gli antipiretici, come paracetamolo o ibuprofene, non sono efficaci nel colpo di calore, perché l'aumento della temperatura non è dovuto alla febbre ma all'incapacità dell'organismo di disperdere il calore.
IL RUOLO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il cambiamento climatico sta avendo un impatto anche in ambito pediatrico. Le ondate di calore sono più frequenti nel periodo estivo, più intense e più prolungate rispetto al passato e questo si riflette anche sull'attività dei Pronto Soccorso. Nei periodi di caldo estremo osserviamo un aumento degli accessi per disidratazione, malori legati al caldo e aggravamento di patologie croniche. I bambini molto piccoli, quelli con malattie croniche e gli adolescenti impegnati in attività sportive sono le categorie più vulnerabili. Il cambiamento climatico rappresenta una sfida anche per la salute pediatrica, rendendo ancora più importante investire nella prevenzione e nell'informazione delle famiglie.
CONSIGLI UTILI PER I GENITORI
Le patologie da calore sono nella maggior parte dei casi prevenibili. I genitori devono offrire frequentemente acqua ai bambini, evitare l'esposizione nelle ore più calde, scegliere ambienti freschi e non lasciare mai un bambino in auto, nemmeno per pochi minuti. Devono inoltre imparare a riconoscere precocemente i segnali di sofferenza da caldo, di fronte a un bambino che appare molto abbattuto, confuso o con una temperatura corporea molto elevata, è importante non aspettare che i sintomi passino spontaneamente: intervenire rapidamente e rivolgersi ai servizi di emergenza può fare la differenza. La prevenzione, insieme alla tempestività nel riconoscere i segnali di allarme, resta lo strumento più efficace per affrontare l'estate in sicurezza.


