Gli esperti lo dicono da tempo. Fin dai primi mesi di vita, fare compagnia al proprio bambino leggendo un libro rappresenta un'opportunità per contribuire al suo sviluppo: cognitivo, emotivo e relazionale. Oggi, a differenza del passato, ci sono diversi modi per farlo. Prendendo in mano un libro oppure «sfogliando» le pagine su un lettore di libri elettronici o su un tablet. Ma il risultato che si raggiunge può essere considerato analogo?
MEGLIO IL VECCHIO LIBRO O L'E-BOOK?
Una risposta sicura ancora non c'è. E-reader e tablet sono entrati a far parte delle nostre vite da poco tempo per trarre conclusioni definitive. Ma di studi in questo ambito ne sono stati compiuti diversi. E, nonostante l'esiguità delle persone coinvolte e la durata limitata dei periodi di osservazione, le evidenze sembrano premiare i libri di carta. L'ultima, in questo senso, giunge da un ricerca pubblicata sulla rivista Jama Pediatrics. I ricercatori dell'Università del Michigan hanno indagato l'evoluzione dei rapporti tra genitori e figli in 37 «coppie» con bambini tra i 24 e i 36 mesi. Alle mamme e ai papà è stato chiesto di leggere un brano per almeno cinque minuti: attraverso un libro o su un tablet. In questo lasso di tempo, gli studiosi hanno filmato adulti e bambini, per valutare la capacità di entrare in relazione (reciprocità sociale), la comunicazione tra le parti (verbale e non), la frequenza dei comportamenti di controllo (per evitare che il bambino giocasse con il tablet) e di evitamento (il bambino respingeva il genitore). L'interazione è risultata più completa quando il «trait d'union» era un libro di carta rispetto alle circostanze in cui la lettura avveniva mediante un tablet o un e-reader.







