Careisgold, società specializzata nel settore dell’oro puro fisico da investimento, lancia oggi Gold Mums, il nuovo progetto che offre alle madri l’opportunità di costruire una riserva concreta per il futuro dei propri figli e, allo stesso tempo, sostenere la ricerca scientifica sui tumori infantili di Fondazione Veronesi.
L’iniziativa nasce da un’osservazione emersa nel corso di una ricerca condotta da Nextplora e commissionata dall’Osservatorio Careisgold: un numero crescente di madri italiane under 40 ha iniziato a investire nell’oro fisico come forma di risparmio destinata ai propri figli, preferendolo ai beni di consumo. Gold Mums si sviluppa infatti attorno al Piano di Acquisto Ricorrente in lingotti d’oro fisico certificato, una formula accessibile a partire da 200 euro bimestrali che consente di costruire nel tempo una riserva aurea tangibile.
Il progetto prevede una prima promozione attiva fino al 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma. Per ogni Piano di Acquisto Ricorrente sottoscritto durante la finestra promozionale, Careisgold devolverà una quota a Fondazione Veronesi a sostegno della ricerca sui tumori infantili.*
*Scopri di più sui dettagli del Piano di Acquisto Ricorrente e la modalità di sostegno.
In questo modo, ogni nuova adesione al movimento Gold Mums contribuirà sia a creare una riserva in oro fisico per i figli sia a finanziare la ricerca oncologica pediatrica: due impegni concreti per la tutela dei bambini, con un impatto destinato a crescere insieme al numero delle partecipanti.
È anche grazie al sostegno di aziende e iniziative come questa che la ricerca può continuare a fare passi avanti decisivi. Quest’anno Careisgold sostiene infatti tre borse di ricerca di Fondazione Veronesi dedicate a trovare nuove cure per i tumori infantili.
Tra le ricercatrici finanziate c’è Maddalena Benetton, Dottoressa in Medicina dello Sviluppo e Scienze della Programmazione Sanitaria, impegnata in un progetto volto a comprendere come il midollo osseo riesca a proteggere le cellule staminali leucemiche dall’azione dei farmaci, favorendo così le ricadute della malattia.

Negli ultimi anni la sopravvivenza dei bambini affetti da leucemia mieloide acuta è migliorata, ma circa un paziente su tre va ancora incontro a ricaduta, spesso con esiti fatali. Alla base di questo fenomeno vi sarebbe una piccola popolazione di cellule staminali leucemiche resistenti ai farmaci, capaci di sopravvivere alle terapie e riattivare la malattia.
Il progetto di ricerca della Dott.ssa Benetton analizza in particolare il ruolo dell’ambiente in cui la leucemia nasce e si sviluppa — il midollo osseo — e dei processi legati al metabolismo cellulare che sostengono la sopravvivenza delle cellule leucemiche. Tra questi, il trasferimento di mitocondri — le “centrali energetiche” delle cellule — e l’utilizzo dei nutrienti intracellulari, elementi fondamentali per la proliferazione del tumore. L’obiettivo è individuare nuovi bersagli terapeutici capaci di interrompere il supporto fornito dall’ambiente tumorale ed eliminare definitivamente le cellule staminali leucemiche, riducendo così il rischio di ricaduta.
