Dona ora
fumo

World No Tobacco Day 2026: il fumo cambia forma, la dipendenza resta

In occasione di un evento organizzato su iniziativa della Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, è stata presentata un’indagine condotta da AstraRicerche per Fondazione Veronesi

Roma, 19 maggio 2026 – Si è svolto oggi nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica l’incontro “Strumenti e misure politiche contro il tabagismo, dalla prevenzione alla smoking cessation: ricerca, clinica e istituzioni a confronto”, promosso su iniziativa della Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e organizzato in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi ETS. L’appuntamento ha riunito esponenti del mondo politico, della ricerca e della sanità pubblica per discutere nuove strategie di contrasto al tabagismo.

Il tabagismo continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica, ma oggi la dipendenza da nicotina assume forme sempre più diversificate. Accanto alle sigarette tradizionali crescono infatti sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, spesso percepiti come meno dannosi e più facili da abbandonare, soprattutto tra i più giovani.

“Il tabagismo rappresenta una delle principali cause di morte e sofferenze evitabili nel nostro Paese. Non è solo una questione di salute individuale, ma un problema che interpella la responsabilità collettiva di tutti noi: istituzioni, famiglie, scuola, mondo della ricerca e della comunicazione. Molti fumatori vogliono smettere, ma spesso si sentono soli, scoraggiati, privi di strumenti adeguati. Dobbiamo potenziare i Centri Anti Fumo, diffonderli su tutto il territorio nazionale, renderli accessibili, vicini alle persone, integrati con i medici di famiglia, i farmacisti, le Case della Comunità, con percorsi di telemedicina e modelli flessibili. Servono reti operative, standard di qualità, collaborazione tra professionisti e una comunicazione che faccia conoscere questi servizi come luoghi accoglienti, non stigmatizzanti” – afferma Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato.

In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno al tema “Unmasking the appeal – countering nicotine and tobacco addiction”, si richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare non solo il consumo di tabacco tradizionale, ma anche le nuove forme di dipendenza da nicotina.

Secondo una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi ETS su fumatori ed ex fumatori italiani, la gran parte dei consumatori vorrebbe smettere: lo considerano una priorità sei fumatori di sigarette su dieci, ma anche la metà degli utilizzatori di sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco.

Nonostante questo, la maggior parte ritiene di non poterci riuscire, a causa della dipendenza fisica e psicologica. Due fumatori su tre dichiarano di avere provato a smettere, fra le motivazioni più citate vi è il costo economico del tabagismo, seguito dalla malattia o dalla morte di conoscenti, e dalla perdita della voglia e del piacere di fumare. Spesso però ricadono entro pochi mesi e raramente ricorrono a un supporto specialistico.

Il fumo continua a essere uno dei principali fattori di rischio evitabili per tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie. Oggi vediamo però una dipendenza che cambia volto: molti fumatori alternano prodotti diversi e percepiscono i nuovi dispositivi come meno pericolosi. Il dato da sottolineare è una forte richiesta di aiuto di tanti fumatori che vorrebbero smettere, ma necessitano di risorse, servizi e sostegno adeguati. Per questo servono informazione corretta, prevenzione continua e un accesso più semplice ai percorsi di cessazione. Inoltre, emerge chiaramente che la leva del prezzo per molte persone ha un peso importante nella scelta della cessazione” - dichiara Giulia Veronesi, Direttore Divisione Chirurgia Toracica IRCCS Ospedale San Raffaele Milano, Professore Ordinario Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi ETS.

Per affrontare questa emergenza è necessario comprendere punti di forza e criticità dei servizi di supporto per la cessazione dal fumo nel sistema sanitario italiano. A questo scopo, il CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) della SDA Bocconi, nell’ambito di un progetto di ricerca triennale finanziato da Fondazione Umberto Veronesi ETS, sta lavorando alla ricerca: “I centri antifumo in Italia: spazi di sviluppo in una prospettiva multistakeholder”.

I risultati preliminari evidenziano come sia oggi prioritario sviluppare una rete più integrata di centri antifumo, rafforzando la collaborazione con medici di medicina generale, farmacisti, pediatri e infermieri, e migliorando la prossimità territoriale dei servizi per i cittadini.

Fondazione Umberto Veronesi ETS è da più di vent’anni quotidianamente impegnata nella lotta al fumo, anche attraverso attività di advocacy per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sui danni causati dal tabagismo. Dal 2008 sul territorio nazionale sono stati realizzati progetti e iniziative dedicate alla dipendenza dal tabacco e ai danni del fumo di sigaretta, con attività educative e campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a giovani ed adulti. Fondazione sostiene il finanziamento alla ricerca scientifica d’eccellenza per migliorare la diagnosi e la cura dei tumori correlati al fumo e realizza attività di well being aziendale al fine di promuovere una cultura no-smoking per i dipendenti.

Fondazione Veronesi è tra i promotori, insieme ad AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e Fondazione AIOM, della campagna 5eurocontroilfumo che ha l’obiettivo di raccogliere 50mila firme affinché la proposta di legge possa essere discussa in Parlamento.

“L’incremento drastico del costo dei prodotti a base di tabacco e nicotina ha dimostrato in altri Paesi di ridurre significativamente il numero di consumatori, soprattutto tra i più giovani. È un passaggio che riteniamo essenziale anche in Italia (attualmente tra i paesi europei con i prezzi più bassi) insieme alle altre strategie di lotta al fumo. Entro poche settimane raggiungeremo le 50.000 firme e potremo chiedere al Senato di valutare la proposta di legge” – dichiara Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM.

All’evento, moderato da Donatella Barus, Direttrice del Magazine di Fondazione Umberto Veronesi ETS, hanno partecipato: Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato; Giulia Veronesi, Direttore Divisione Chirurgia Toracica IRCCS Ospedale San Raffaele Milano, Professore Ordinario Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi ETS; Cosimo Finzi, Direttore AstraRicerche; Amelia Compagni, Direttrice CERGAS SDA Bocconi; Francesco Perrone, Direttore del Dipartimento della Ricerca, Istituto Nazionale Tumori Pascale Napoli e Presidente Fondazione AIOM; Cinzia Pellegrino, Senatrice 4ª Commissione Politiche UE; Daniela Sbrollini, Senatrice 7ª Commissione Cultura; Giulia Pastorella, Onorevole IX Commissione Trasporti, Poste, Telecomunicazioni.

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione