Cappellini Francesca

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Como nel 1986
  • Laureata in Scienze Biologiche all’Università degli Studi dell’Insubria, Varese
  • PhD in Biologia cellulare e molecolare all’Università degli Studi dell’Insubria, Varese

2019

Studio dei meccanismi di protezione delle antocianine sul cuore

La doxorubicina (Doxo) è un chemioterapico approvato per l’uso clinico, che mostra però dei forti effetti collaterali sulle cellule cardiache. Le antocianine, pigmenti che danno ai vegetali il tipico colore blu-viola, come nei mirtilli, sembrano in grado di proteggere le cellule dalla tossicità causata dalla Doxo. Obiettivo del progetto sarà studiare i meccanismi molecolari alla base dell’azione protettiva delle antocianine, focalizzandosi in particolare su quattro molecole che agiscono insieme nella protezione cardiovascolare: AMPK, SIRT1, FGF21 e p53. La Doxo, infatti, può interrompere la rete di comunicazione tra queste molecole causando degli scompensi che portano alla morte cellulare. Il progetto studierà i processi attraverso cui la Doxo interferisce nella rete tra queste molecole, e valuterà la capacità delle antocianine (sotto forma di un estratto di mais rosso) di ripristinare la corretta comunicazione della rete stessa, annullando gli effetti negativi. I risultati ottenuti potranno portare all’utilizzo delle antocianine come coadiuvante terapeutico (cioè da usare insieme alla terapia) in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia con doxorubicina.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO:

Università degli Studi di Milano

2018

Le antocianine per contrastare gli effetti collaterali dei chemioterapici sul cuore

Questo progetto vuole analizzare i meccanismi molecolari alla base della protezione delle antocianine, pigmenti naturali che conferiscono ai vegetali colorazione dal rosso al blu-viola, nei confronti degli effetti collaterali sul cuore causati dal chemioterapico doxorubicina. Gli effetti benefici delle antocianine in generale e in particolare verso la tossicità indotta dalla doxorubicina sulle cellule cardiache sono ben noti nei topi. Tutte le cellule, comprese quelle cardiache, attuano l’autofagia, un meccanismo che permette la degradazione di componenti inutili o malfunzionanti.

In questo studio verrà analizzata l’abilità delle antocianine nel contrastare l’effetto causato dalla doxorubicina sull’autofagia, sia nella sua fase iniziale (formazione delle vescicole che inglobano gli scarti), sia in quella finale di fusione con i lisosomi (organelli cellulari che scompongono ed espellono gli scarti=). Gli esperimenti verranno svolti in cellule cardiache di topo HL-1, valutando l’effetto protettivo di un estratto di mais rosso ricco in antocianine  sia nel ripristinare la formazione delle vescicole sia che la fusione con i lisosomi.

Il progetto potrà fornire nuove evidenze sull’uso di cibi ricchi in antocianine come co-adiuvanti terapeutici in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia.  

2017

Ruolo delle antocianine nella cardioprotezione da antracicline

La classe delle antracicline, di cui fa parte ad esempio la doxorubicina, sono tra i farmaci antitumorali più efficaci presenti sul mercato. Il loro uso chemioterapico è però limitato a causa della loro tossicità, soprattutto a livello cardiaco. Recentemente le antocianine, un gruppo di composti chimici naturali presenti nelle piante e appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, hanno suscitato un ampio interesse grazie ai loro effetti benefici sulla salute. Studi su modelli animali hanno evidenziato un effetto protettivo delle antocianine sul cuore in situazioni di cardiotossicità indotta da doxorubicina. In questo progetto, si vogliono analizzare gli effetti benefici di un estratto di mais rosso ricco di antocianine sulla tossicità causata dalla doxorubicina. Lo scopo è evidenziare il meccanismo molecolare attraverso il quale l’estratto riduce gli effetti dannosi della doxorubicina sul cuore. Questo permetterebbe di sviluppare un integratore dietetico a basso costo che possa essere usato durante la chemioterapia per ridurne gli effetti collaterali. Il progetto verrà svolto in vitro su cellule cardiache e sarà diviso in due parti. La prima si concentrerà sul ruolo protettivo delle antocianine verso i quattro principali fenomeni di cardiotossicità dovuti alla doxorubicina: l’aumento dello stress ossidativo, lo squilibrio nei livelli dello ione calcio, l’alterazione delle proteine contrattili e la morte cellulare. La seconda parte esaminerà le possibili interazioni tra la doxorubicina, le antocianine e il Fattore di Crescita 21 dei Fibroblasti (FGF21), una nuova potenziale molecola chiave nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

Università degli Studi di Milano