Una dieta che privilegia alimenti vegetali, ricchi di omega 6 e 3, abbassa sensibilmente il rischio di infarto. Le conferme da un ampio studio italiano su cinque città
Non tutti i grassi sono uguali. Alcuni sono buoni e potrebbero contribuire a migliorare lo stato di salute del cuore, abbassando le probabilità di incorrere in un infarto. Lo evidenzia l’AGE-IM (Acidi Grassi Essenziali e Infarto Miocardico), uno studio italiano condotto dalla Nutrition Foundation of Italy (NFI) nelle unità coronariche di Bologna, Cremona, Ancona, Napoli e Palermo e i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista internazionale Atherosclerosis.
Sono meglio conosciuti come omega-3 e omega-6. Sono contenuti in cibi piuttosto comuni: i primi nel pesce (pesce azzurro, salmone, merluzzo, trota), nei vegetali a foglia e nelle noci; i secondi negli oli vegetali (mais, girasole, soia, vinacciolo) e in tutta l’altra frutta secca (mandorle, pistacchi, nocciole, arachidi).
Ma sono due grassi particolari: non vengono prodotti naturalmente dall’organismo, ma devono essere assunti con l’alimentazione e per questo sono definiti “essenziali”.
Sulle tavole italiane, però, entrambi sono meno presenti di quanto si pensi, nonostante svolgano un’azione preventiva in difesa della salute del cuore. «La nostra ricerca – spiega la dottoressa Franca Marangoni primo autore della pubblicazione – ha dimostrato che alti livelli di omega-3 (misurati nel sangue) possono ridurre il rischio di infarto del 65% e, nel caso degli omega-6, fino all’85%».